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BRASILE 2014
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IRPEF sulle pensioni INPS
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Nuovo Topic   Rispondi    Indice del forum -> PENSIONATI INPDAP e INPS RESIDENTI IN BRASILE
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MessaggioInviato: 27 Gen 2011 00:48:53    Oggetto:  IRPEF sulle pensioni INPS
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Per cortesia, qualcuno mi puó dire se i pensionati INPS residenti in Brasile pagano ancora l'IRPEF anche in Brasile? Grazie.
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MessaggioInviato: 27 Gen 2011 00:48:53    Oggetto: Adv





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marcofalco

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MessaggioInviato: 12 Mar 2011 19:41:54    Oggetto:  Irpef sulle pensioni
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TRA ITALIA E BRASILE ESISTE UN TRATTATO CHE VIETA LA DOPPIA IMPOSIZIONE FISCALE QUINDI, SE LE TASSE TI VENGONO PERCEPITE IN ITALIA, NON SEI TENUTO A PAGARLE IN BRASILE, A MENO CHE A PARITA' DI REDDITO IN BRASILE NON CORRISPONDA UNA ALIQUOTA SUPERIORE (COSA IMPROBABILE).
SALUTI
MARCO
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MessaggioInviato: 12 Mar 2011 23:14:19    Oggetto:  Re: Irpef sulle pensioni
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marcofalco ha scritto:
TRA ITALIA E BRASILE ESISTE UN TRATTATO CHE VIETA LA DOPPIA IMPOSIZIONE FISCALE QUINDI, SE LE TASSE TI VENGONO PERCEPITE IN ITALIA, NON SEI TENUTO A PAGARLE IN BRASILE, A MENO CHE A PARITA' DI REDDITO IN BRASILE NON CORRISPONDA UNA ALIQUOTA SUPERIORE (COSA IMPROBABILE).
SALUTI
MARCO

Io avevo sentito dire (ma non ne sono certo) che i pensionati INPS pagano le imposte anche in Brasile (se ricevono la pensione in Brasile). Avevo sentito dire anche che c'é in atto una vertenza collettiva contro lo Stato italiano. Hai notizie piú certe in proposito?

Noi pensionati INPDAP, per esempio, stiamo subendo un torto da molti anni. Ossia, pur risiedendo in Brasile e pur essendo iscritti all'AIRE, in Italia ci trattengono tre imposte di cui due INGIUSTE.
IRPEF (giusta)
ADDIZIONALE IRPEF COMUNALE (ingiusta)
ADDIZIONALE IRPEF REGIONALE (ingiusta).
Ho chiesto spiegazioni all'INPDAP e mi hanno risposto che, quando il legislatore ha fatto la legge, non ha specificato che le imposte gravanti sulle pensioni si pagano solo se si risiede sul territorio italiano. Quindi, gli affamati papponi politici italiani, hanno interpretato la legge a loro favore. Ossia, dobbiamo pagare le tasse allo Stato, al Comune ed alla Regione anche se risiediamo al Polo Nord e se non risultiamo piú iscritti al Comune in Italia.
Ma vi sembra giusto tutto questo?
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marcofalco

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MessaggioInviato: 06 Apr 2011 02:13:22    Oggetto:  Re: IRPEF sulle pensioni INPS
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albatros ha scritto:
Per cortesia, qualcuno mi puó dire se i pensionati INPS residenti in Brasile pagano ancora l'IRPEF anche in Brasile? Grazie.

IL TRATTATO INTERNAZIONALE ITALIA/BRASILE DEL 1978 (REPERIBILE SU INTERNET) SUL DIVIETO DELLA DOPPIA IMPOSIZIONE (ART.18 E 19) FA RIFERIMENTO A PENSIONI SINO A 5000 DOLLARI ANNUI E ALLA RESIDENZA DEL BENEFICIARIO.
LA FREGATURA E' STATA QUELLA DI ISCRIVERSI ALL'AIRE!
PRENDENDO LA RESIDENZA IN BRASILE, FRUENDO E DICHIARANDO UNA PENSIONE SUPERIORE AI 5000 DOLLARI, IN UN COLPO SOLO AVETE PRESO 2 FREGATURE:
1) AVETE PERSO L'ISCRIZIONE AL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE ITALIANO;
2) DOVRETE PAGARE LE TASSE ANCHE IN BRASILE.
TUTTO QUESTO SOLO PER MANTENERE IL DIRITTO AL VOTO E AI SERVIZI CONSOLARI? NE E' VALSA LA PENA?
POI E' OVVIO CHE ANCHE LE IMPOSTE CHE DICI TU SONO INGIUSTE MA IN ITALIA SI STA RASCHIANDO IL FONDO DEL BARILE ORAMAI.
SALUTI
MARCO
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MessaggioInviato: 06 Apr 2011 03:53:29    Oggetto:  Re: IRPEF sulle pensioni INPS
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marcofalco ha scritto:
albatros ha scritto:
Per cortesia, qualcuno mi puó dire se i pensionati INPS residenti in Brasile pagano ancora l'IRPEF anche in Brasile? Grazie.

IL TRATTATO INTERNAZIONALE ITALIA/BRASILE DEL 1978 (REPERIBILE SU INTERNET) SUL DIVIETO DELLA DOPPIA IMPOSIZIONE (ART.18 E 19) FA RIFERIMENTO A PENSIONI SINO A 5000 DOLLARI ANNUI E ALLA RESIDENZA DEL BENEFICIARIO.
LA FREGATURA E' STATA QUELLA DI ISCRIVERSI ALL'AIRE!
PRENDENDO LA RESIDENZA IN BRASILE, FRUENDO E DICHIARANDO UNA PENSIONE SUPERIORE AI 5000 DOLLARI, IN UN COLPO SOLO AVETE PRESO 2 FREGATURE:
1) AVETE PERSO L'ISCRIZIONE AL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE ITALIANO;
2) DOVRETE PAGARE LE TASSE ANCHE IN BRASILE.
TUTTO QUESTO SOLO PER MANTENERE IL DIRITTO AL VOTO E AI SERVIZI CONSOLARI? NE E' VALSA LA PENA?
POI E' OVVIO CHE ANCHE LE IMPOSTE CHE DICI TU SONO INGIUSTE MA IN ITALIA SI STA RASCHIANDO IL FONDO DEL BARILE ORAMAI.
SALUTI
MARCO


Salve.
A volte mi chiedo se siamo noi cittadini o la Stato che ci amministra, che creano i
problemi. Se pensiamo per un attimo che nessun giurista o avvocato italiano conosce TUTTE le leggi italiane, bisogna inevitabilmente partire sempre dalle notizie e leggi certe.
In questa discussione c'é una legge certa, ossia ogni italiano che risiede all'estero per piú di un anno é OBBLIGATO ad iscriversi all'AIRE. Quindi, non é una facoltá, ma un obbligo.
L'altra legge certa é che OGNI CITTADINO che si trova in Italia (compresi gli extracomunitari, i clandestini, i profughi, i fuggitivi, ecc...), hanno diritto all'assistenza sanitaria. Per cui, se io tornando in Italia ho bisogno di un medico, vado ad un pronto soccorso e mi cureranno. Idem dicasi per i ricoveri ospedalieri. Idem dicasi per le medicine salvavita. Quindi, l'essere iscritti o meno all'AIRE, non c'azzecca niente.
La doppia imposizione fiscale delle pensioni, non la possiamo decidere noi, ma la decidono gli Stati. Quindi, é inutile dire se é giusto o ingiusto. É la legge. Vi sono invece delle imposte che possono essere contestate (IRPEF Comunale e IRPEF Regionale), ma questo é un altro discorso.

Un'alternativa che invece si dovrebbe prendere in seria considerazione, é quella di sapere quali sono le nazioni che hanno un concordato con l'Italia, che ci permetta una tassazione piú ragionevole. Molti pensionati non avrebbero nessun problema a cambiare nazione di residenza. Molti pensionati hanno capito che il Brasile non é piú conveniente per viverci. I tempi sono cambiati, e con essi i costi della vita e gli indici di criminalitá. Insomma, il Brasile non ci vuole piú. É inutile parlare di rispetto di convezioni e di applicazione dei trattati tra gli Stati, sono solo chiaccchiere. Se hanno deciso di sottrarci dei soldi, in un modo o in un altro, trovano il modo di farlo. Spesso leggo di "soluzioni" al problema, del tipo stare un po' in Italia ed un po' in Brasile. Queste non sono soluzioni e tanto meno per i pensionati, poiché i pensionati, per antonomasia, non é gente che ha reddito da poter fare sempre i pendolari Italia-Brasile. I biglietti aerei costano cari. Le pensioni degli italiani residenti all'Estero, normalmente (salvo casi eccezionali) vanno da 550 a 1.500 Euro al mese. Sono cifre da sopravvivenza o da vita normale. Quindi, sarebbe piú saggio affrontare la problematica nella sua realtá naturale, e non valutando i casi eccezionali (in senso economicamente positivo).
Infine, e concludo, i servizi consolari ci vengono erogati normalmente, sia se siamo inscritti all'AIRE e sia se non lo siamo iscritti.
L'unico "vantaggio" vero che si ottiene con l'iscrizione all'AIRE é il diritto di voto all'estero.

Gradirei, se qualcuno ha notizie concrete e certe, di conoscere altre nazioni FISCALMENTE interessanti per noi pensionati. Grazie.
Cordialmente.
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MessaggioInviato: 08 Apr 2011 05:40:30    Oggetto:  
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Poiché leggo nella rete tutta una serie di post riguardanti le imposte sulle pensioni degli italiani residenti all'estero, avverto il dovere di scrivere anch'io alcune opinioni, ma soprattutto alcune notizie certe.
1. Molte opinioni e messaggi letti, li ho trovati a dir poco confusionati. Altri sono pochi chiari e nessuno linka i documenti di ció che afferma nei messaggi. Tutti tendono solo e soltanto a polemizzare sterilmente sulla materia e sui vari ministeri.
2. In una lunga e cordiale conversazione telefonica, intercorsa tra lo scrivente ed un dirigente INPDAP in Italia (Giorgio Porcari), abbiamo chiarito perché ci vengono trattenute le imposte in Italia. Il motivo é il seguente. Quando fu fatta la legge per l'erogazione delle pensioni, il legislatore non disse che le imposte si pagano solo se si vive in Italia, ma disse semplicemente che si devono pagare alla fonte. Quindi, per non far pagare le imposte in Italia ai pensionati RESIDENTI all'estero, bisogna fare un piccolo decreto che modifichi quella legge. Non c'é altra alternativa.
Sembra che ci sia qualche parlamentare eletto all'estero (collegio sud-america) che si sta occupando di questa faccenda, ma non ne ho certezza. E comunque, il requisito essenziale per poter eventualmente fruire di tale detassazione, é la CERTIFICAZIONE della residenza all'estero, ossia l'iscrizione all'AIRE.
Vi sono invece grossi dubbi sulla legittimitá delle imposte comunali e regionali trattenuteci alla fonte. Occorrerebbe che noi pensionati ci organizzassimo per fare una Class Action contro questo probabile abuso.
3. Sempre nella stessa conversazione, mi é stato fatto notare che l'INPDAP, cosciente dei disagi incontrati dai pensionati esteri per incassare le pensioni, e cosciente che le banche estere tentano ad approfittare degli stessi pensionati (costi di servizi e cambio valuta), ha deciso qualche anno fa in accordo con la Banca d'Italia, di far pagare le pensioni all'estero DIRETTAMENTE dai consolati (in soldi liquidi). Ció sta avvenendo in quasi tutto il Mondo. In Brasile ció non avviene, per il semplice fatto che i nostri consolati in Brasile, si sono rifiutati di svolgere questo servizio. Quanto sopra mi é stato confermato anche da una dirigente della Banca d'Italia (Laura Pacetti), la quale mi ha anticipato che dal mese di luglio prossimo, a noi pensionati residenti in Brasile, ci saranno accreditate le pensioni direttamente nelle nostre banche brasiliane.

Sperando di aver dato un modesto contributo di chiarezza a tutta la vicenda, invito altri lettori ad apportare eventuali ulteriori notizie CERTE al dibattito.
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MessaggioInviato: 20 Feb 2012 00:34:08    Oggetto:  
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In data odierna ho inviato la lettera di cui in basso, ai seguenti quotidiani:
- Il Messaggero
- Corriere della sera
- Repubblica
- Il Giornale
- Il Foglio

Speriamo che qualcuno la pubblichi, ma soprattutto speriamo che i politici facciano qualcosa in merito. Ma ci credo poco, anzi per niente Shocked Sad


GRAVISSIMO REATO “LEGALIZZATO” A DANNO DEI PENSIONATI ESTERO.

Egr. Direttore, Le chiedo con molta gentilezza di offrirmi la possibilitá di informare l’opinione pubblica, attraverso il Suo giornale, fino a che punto puó arrivare il nostro governo cosiddetto democratico, per sottrarre ingiustamente soldi ad una intera categoria di cittadini. Mi riferisco alla categoria di pensionati italiani residenti all’Estero.

Tutti noi pensionati italiani residenti all’estero, viviamo esclusivamente con la nostra pensione maturata dopo anni di lavoro o con pensioni di vecchiaia. In realtá, sono tutte pensioni basse o bassissime. Tra noi esistono moltissimi pensionati che percepiscono 520 Euro al mese. Sono pochi quelli che superano i 1.000 Euro al mese. Normalmente, chi ha una pensione dignitosa, resta in Italia. All’estero ci vanno prevalentemente i pensionati che non riescono piú a sopravvivere in Italia con il loro modestissimo reddito. Infatti, dopo aver preso coscienza del loro “status” di “povero” in cui le vicende della vita e della disastrosa storia italiana li hanno relegati, armati di coraggio, di santa pazienza e di tanta speranza, gli ultrasessantenni partono con il loro bagaglio di vita vissuta e la loro modestissima pensione, verso paesi del 4º mondo o paesi in via di sviluppo. La maggior parte di essi si sono diretti in Sudamerica (Argentina, Brasile, Paraguay, Cile, Venezuela, Ecuador). Altri si sono sistemati in Costarica, a Panama o a Cuba.
Molti altri sono emigrati nei paesi asiatici (Vietnam, Thailandia, Cambogia, Laos, Isole Filippine, ecc...ecc...). Altri ancora sono approdati nei paesi del Nord e del Centro-Africa.
Tutti hanno un comune denominatore. Hanno scelto paesi con temperature climatiche calde e miti. Infatti, l’eliminazione dei costi del riscaldamento invernale e del relativo adeguato abbigliamento, pone i pensionati in una situazione economica molto meno gravosa, e riescono ad arrivare meglio alla fine del mese.

Purtroppo negli ultimi anni, forse per gli effetti della globalizzazione, anche in quei paesi considerati da sempre a basso costo di vita (ma anche con pessimi o addirittura inesistenti servizi pubblici, come la sanitá e la scuola), i costi della vita in realtá stanno salendo ogni giorno di piú, ed anche i pensionati lí giunti alcuni anni fa, cominciano ad avere seri problemi di sopravvivenza. Tutti si devono pagare tutto a caro prezzo (medici, medicine, ospedali, trasporti, ecc...ecc...). Quasi tutti sono costretti a fare i conti della serva ogni giorno, per poter mettere insieme almeno due pasti al giorno. Tutti vivono il loro dramma quotidiano in dignitoso silenzio, sapendo perfettamente che ormai non possono fare piú niente per modificare il corso della loro vita e della loro storia. Molti di loro mancano dall’Italia da anni o da decenni.
Eppure, malgrado ció, lo Stato italiano trattiene mensilmente (ma sarebbe piú giusto dire RUBA mensilmente) a questi pensionati, l’IRPEF sulle persone fisiche, l’IRPEF regionale e l’IRPEF comunale.

Nulla da eccepire per la trattenuta IRPEF sulle persone fisiche, ma le imposte ragionali e comunali fatte pagare a gente che é andata via dall’Italia da molti anni, spesso senza esser mai piú tornata in patria, somiglia molto ad una rapina a mano armata, perpetrata vigliaccamente dallo Stato italiano, nei confronti di vecchi cittadini che nulla possono fare per difendersi da tale squallido e vile assalto.

Una Costituzione democratica che permette queste palesi e grossolane ingiustizie, non puó essere definita COSTITUZIONE democratica. É piú verosimilmente un insieme di regole per una Costituzione in banda armata.

Egregio Direttore, nell’augurarmi che la sopradescritta lettera venga letta e valutata attentamente anche da chi di dovere, sperando di porre fine a questa volgare ingiustizia, La ringrazio e colgo l’occasione per inviarLe i piú cordiali saluti.

Franco V.
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MessaggioInviato: 21 Feb 2012 06:06:54    Oggetto:  
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Caro...spero che sia pubblicata! E insieme a tante altre di persone in serie difficoltà. Qui si trovano i pensionati a prendere della frutta e verdura avanzata a fine mattina nei mercati. Molti disoccupati tra 50 e 60 , dipendenti di aziende importanti (sigma-tau, omza per citare due esempi) con più di 20 anni di lavoro, altro cassaintegrati da 2 anni e più...dovendo rinunciare ai figli l'università.
Sta succedendo che ci stano mangiando poco a poco la nostra dignità e finendo con le ultime briciole di democrazia.
Di incostituzionale c'è ne sono parecchie cose in questa Italia!
Sinceramente non so dove si andrà a finire. Come la Grecia? Secondo me si. Ci metteremmo più tempo. Ma la fine sarà quella.
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MessaggioInviato: 21 Feb 2012 06:15:19    Oggetto:  
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Gaúcha ha scritto:
Caro...spero che sia pubblicata! E insieme a tante altre di persone in serie difficoltà. Qui si trovano i pensionati a prendere della frutta e verdura avanzata a fine mattina nei mercati. Molti disoccupati tra 50 e 60 , dipendenti di aziende importanti (sigma-tau, omza per citare due esempi) con più di 20 anni di lavoro, altro cassaintegrati da 2 anni e più...dovendo rinunciare ai figli l'università.
Sta succedendo che ci stano mangiando poco a poco la nostra dignità e finendo con le ultime briciole di democrazia.
Di incostituzionale c'è ne sono parecchie cose in questa Italia!
Sinceramente non so dove si andrà a finire. Come la Grecia? Secondo me si. Ci metteremmo più tempo. Ma la fine sarà quella.


Ti ringrazio, ma ancora non la vedo pubblicata in nessuno dei giornali a cui l'ho invaiata.
Ormai in Italia ci vuole solo una rivoluzione. Ma una rivoluzione vera, e non di chiacchere.
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MessaggioInviato: 21 Feb 2012 06:22:29    Oggetto:  
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Sai quando succederà questa rivoluzione? Quando la gente non avrà più da mangiare a tavola.
Solo così. Purtroppo sono troppo accomodati, rasegnati. Uno sciopero non dura più di pocchi giorni e quelli che solo ancora la a Milano sulla torre da prima di Natale (dipendenti ferrovia italiana), mica la TV parla di loro in continuazione! Ogni tanto...per far vedere che sono ancora vivi.
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MessaggioInviato: 18 Mar 2012 07:02:34    Oggetto:  INPS - info
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Ragazzi, forse già avete letto, comunque passo delle informazioni tratte dal sito dell'INPS Italiano. Spero sia utile.

Dal link:
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NORMATIVA FISCALE RESIDENTI ALL'ESTERO

In ottemperanza con quanto sancito dall’art.14 della Legge 212 del 2000 (c.d. Statuto del contribuente) al contribuente residente all’estero sono assicurate le informazioni fiscali attraverso:
i siti Internet del Ministero dell’Economia e delle Finanze e dell’Agenzia delle Entrate
gli sportelli self-service situati presso alcuni consolati (Bruxelles, Toronto, Parigi, Francoforte, New York, Buenos Aires);
le pubblicazioni, le guide e le istruzioni disponibili non solo su cartaceo, ma anche sul sito Internet dell’Agenzia delle Entrate
Secondo la legge italiana, chiunque possiede redditi prodotti in Italia, anche se residente all’estero, è tenuto a dichiararli all’amministrazione finanziaria, salvo i casi di esonero previsti espressamente dalla legge stessa.
Pertanto, i non residenti, se tenuti alla presentazione della dichiarazione al Fisco in Italia, dovranno utilizzare il Modello UNICO.

Per essere considerati “non residenti” esclusivamente ai fini fiscali, devono sussistere le seguenti condizioni:
non essere stati iscritti nell’anagrafe delle persone residenti in Italia per più della metà dell’anno (e cioè per 183 giorni negli anni normali, 184 in quelli bisestili);
non avere avuto il domicilio in Italia per più di metà dell’anno;
non aver avuto dimora abituale in Italia per più della metà dell’anno.
Se manca anche una sola di queste condizioni si è considerati “residenti”.
Si è, inoltre, considerati residenti, ai sensi della legislazione italiana, salvo prova contraria, se si è cittadini italiani cancellati dalle anagrafi della popolazione residente ed emigrati in Stati o territori aventi un regime fiscale privilegiato, individuati con decreto del Ministro delle Finanze 4 maggio 1999.

N.B. Riguardo alla definizione del concetto di residenza, per prestazioni e benefici economici di natura assistenziale, si applica una diversa disciplina, espressamente prevista dalla specifica normativa vigente.

Le pensioni corrisposte a persone non residenti nello Stato italiano, da enti residenti nel territorio dello Stato o da stabili organizzazioni nel territorio stesso, sono imponibili in linea generale in Italia.
 
Anche le persone non residenti nel territorio dello Stato sono obbligate al pagamento delle addizionali regionale e comunale all'Irpef se, nell'anno di riferimento, risulta dovuta l'Irpef dopo aver scomputato tutte le detrazioni spettanti e i crediti d'imposta per i redditi prodotti all'estero che hanno subito la ritenuta d'imposta a titolo definitivo.

Con alcuni Paesi sono in vigore Convenzioni per evitare le doppie imposizioni sul reddito, in base alle quali ciascuno Stato contraente individua i propri residenti fiscali.

Le pensioni corrisposte a cittadini non residenti sono tassate in modo diverso a seconda che si tratti di pensioni pubbliche o di pensioni private.
In linea generale sono pensioni private quelle corrisposte da enti, organismi o istituti previdenziali italiani, come ad esempio l’Inps, preposti all’erogazione del trattamento pensionistico.
 
Pertanto, il pensionato che risiede all’estero può chiedere all’Inps l’applicazione delle Convenzioni per evitare le doppie imposizioni fiscali in vigore, al fine di ottenere, nei casi espressamente previsti, la detassazione della pensione italiana (con tassazione esclusiva nel Paese di residenza), oppure l’applicazione del trattamento fiscale più favorevole ivi indicato (es. imposizione fiscale in Italia solo in caso di superamento di determinate soglie di esenzione).

In linea generale i soggetti non residenti in Italia, possono presentare la richiesta di rimborso su modello, qualora esistente, o su semplice istanza al Centro Operativo di Pescara, entro il termine di decadenza di 48 mesi dalla data del prelevamento dell’imposta (artt. 37 e 38 del D.P.R. 29/09/1973 n. 602).

Il modello deve contenere: l’attestazione di residenza ai fini tributari nel Paese estero, rilasciata dalla competente Autorità fiscale; la dichiarazione di esistenza o meno di una stabile organizzazione (se si tratta di impresa) o di base fissa (se si tratta di professionista) in Italia, cui siano riconducibili i redditi in relazione ai quali si chiede il rimborso dell’imposta; dichiarazione di esistenza di eventuali altre specifiche condizioni previste dalla Convenzione. Il modello deve essere corredato della documentazione atta a comprovare il prelievo effettivo dell’imposta. Analoghe dichiarazioni e documentazione devono essere prodotte nel caso di istanza informale.

Gli interessati possono inoltre chiedere l’applicazione diretta della Convenzione al sostituto d’imposta italiano già in sede di effettuazione della ritenuta. A tale proposito, infatti, il Ministero delle Finanze in più circostanze (Circolari della Direzione Generale delle Imposte Dirette n. 86 del 13 settembre 1977, n. 115 del 12 aprile 1978 e numero 147 del 25 novembre 1978, risoluzione n. 95/E del 10 giugno 1999 e 68 del 24/05/2000, del Dipartimento delle Entrate, Direzione Centrale Affari Giuridici e Contenzioso Tributario), ha precisato che i sostituti d’imposta hanno la facoltà, sotto la propria responsabilità, di applicare direttamente l’esenzione o le minori aliquote previste nelle Convenzioni vigenti fra l’Italia e lo Stato di residenza del beneficiario del reddito.

A tal fine il pensionato dovrà presentare, alla sede Inps che gestisce la prestazione erogata, un apposito modello (mod. EP-I/1) attestante la residenza fiscale estera, vidimato dalla competente Autorità straniera.

Si tratta di un modello bilingue multipaese predisposto unilateralmente dall'Italia ed accettato dai diversi Paesi partners dei trattati. Esso costituisce istanza per chiedere la non effettuazione della ritenuta alla fonte dell'imposta italiana da operare sulle pensioni e/o altre remunerazioni analoghe, percepite da soggetti residenti in Stati con i quali l'Italia ha stipulato Convenzioni per evitare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito, le quali prevedono espressamente la tassazione esclusiva nel Paese di residenza del beneficiario.
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MessaggioInviato: 18 Mar 2012 08:31:57    Oggetto:  Re: INPS - info
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Gaúcha ha scritto:
Ragazzi, forse già avete letto, comunque passo delle informazioni tratte dal sito dell'INPS Italiano. Spero sia utile.

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NORMATIVA FISCALE RESIDENTI ALL'ESTERO

In ottemperanza con quanto sancito dall’art.14 della Legge 212 del 2000 (c.d. Statuto del contribuente) al contribuente residente all’estero sono assicurate le informazioni fiscali attraverso:
i siti Internet del Ministero dell’Economia e delle Finanze e dell’Agenzia delle Entrate
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Secondo la legge italiana, chiunque possiede redditi prodotti in Italia, anche se residente all’estero, è tenuto a dichiararli all’amministrazione finanziaria, salvo i casi di esonero previsti espressamente dalla legge stessa.
Pertanto, i non residenti, se tenuti alla presentazione della dichiarazione al Fisco in Italia, dovranno utilizzare il Modello UNICO.

Per essere considerati “non residenti” esclusivamente ai fini fiscali, devono sussistere le seguenti condizioni:
non essere stati iscritti nell’anagrafe delle persone residenti in Italia per più della metà dell’anno (e cioè per 183 giorni negli anni normali, 184 in quelli bisestili);
non avere avuto il domicilio in Italia per più di metà dell’anno;
non aver avuto dimora abituale in Italia per più della metà dell’anno.
Se manca anche una sola di queste condizioni si è considerati “residenti”.
Si è, inoltre, considerati residenti, ai sensi della legislazione italiana, salvo prova contraria, se si è cittadini italiani cancellati dalle anagrafi della popolazione residente ed emigrati in Stati o territori aventi un regime fiscale privilegiato, individuati con decreto del Ministro delle Finanze 4 maggio 1999.

N.B. Riguardo alla definizione del concetto di residenza, per prestazioni e benefici economici di natura assistenziale, si applica una diversa disciplina, espressamente prevista dalla specifica normativa vigente.

Le pensioni corrisposte a persone non residenti nello Stato italiano, da enti residenti nel territorio dello Stato o da stabili organizzazioni nel territorio stesso, sono imponibili in linea generale in Italia.
 
Anche le persone non residenti nel territorio dello Stato sono obbligate al pagamento delle addizionali regionale e comunale all'Irpef se, nell'anno di riferimento, risulta dovuta l'Irpef dopo aver scomputato tutte le detrazioni spettanti e i crediti d'imposta per i redditi prodotti all'estero che hanno subito la ritenuta d'imposta a titolo definitivo.

Con alcuni Paesi sono in vigore Convenzioni per evitare le doppie imposizioni sul reddito, in base alle quali ciascuno Stato contraente individua i propri residenti fiscali.

Le pensioni corrisposte a cittadini non residenti sono tassate in modo diverso a seconda che si tratti di pensioni pubbliche o di pensioni private.
In linea generale sono pensioni private quelle corrisposte da enti, organismi o istituti previdenziali italiani, come ad esempio l’Inps, preposti all’erogazione del trattamento pensionistico.
 
Pertanto, il pensionato che risiede all’estero può chiedere all’Inps l’applicazione delle Convenzioni per evitare le doppie imposizioni fiscali in vigore, al fine di ottenere, nei casi espressamente previsti, la detassazione della pensione italiana (con tassazione esclusiva nel Paese di residenza), oppure l’applicazione del trattamento fiscale più favorevole ivi indicato (es. imposizione fiscale in Italia solo in caso di superamento di determinate soglie di esenzione).

In linea generale i soggetti non residenti in Italia, possono presentare la richiesta di rimborso su modello, qualora esistente, o su semplice istanza al Centro Operativo di Pescara, entro il termine di decadenza di 48 mesi dalla data del prelevamento dell’imposta (artt. 37 e 38 del D.P.R. 29/09/1973 n. 602).

Il modello deve contenere: l’attestazione di residenza ai fini tributari nel Paese estero, rilasciata dalla competente Autorità fiscale; la dichiarazione di esistenza o meno di una stabile organizzazione (se si tratta di impresa) o di base fissa (se si tratta di professionista) in Italia, cui siano riconducibili i redditi in relazione ai quali si chiede il rimborso dell’imposta; dichiarazione di esistenza di eventuali altre specifiche condizioni previste dalla Convenzione. Il modello deve essere corredato della documentazione atta a comprovare il prelievo effettivo dell’imposta. Analoghe dichiarazioni e documentazione devono essere prodotte nel caso di istanza informale.

Gli interessati possono inoltre chiedere l’applicazione diretta della Convenzione al sostituto d’imposta italiano già in sede di effettuazione della ritenuta. A tale proposito, infatti, il Ministero delle Finanze in più circostanze (Circolari della Direzione Generale delle Imposte Dirette n. 86 del 13 settembre 1977, n. 115 del 12 aprile 1978 e numero 147 del 25 novembre 1978, risoluzione n. 95/E del 10 giugno 1999 e 68 del 24/05/2000, del Dipartimento delle Entrate, Direzione Centrale Affari Giuridici e Contenzioso Tributario), ha precisato che i sostituti d’imposta hanno la facoltà, sotto la propria responsabilità, di applicare direttamente l’esenzione o le minori aliquote previste nelle Convenzioni vigenti fra l’Italia e lo Stato di residenza del beneficiario del reddito.

A tal fine il pensionato dovrà presentare, alla sede Inps che gestisce la prestazione erogata, un apposito modello (mod. EP-I/1) attestante la residenza fiscale estera, vidimato dalla competente Autorità straniera.

Si tratta di un modello bilingue multipaese predisposto unilateralmente dall'Italia ed accettato dai diversi Paesi partners dei trattati. Esso costituisce istanza per chiedere la non effettuazione della ritenuta alla fonte dell'imposta italiana da operare sulle pensioni e/o altre remunerazioni analoghe, percepite da soggetti residenti in Stati con i quali l'Italia ha stipulato Convenzioni per evitare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito, le quali prevedono espressamente la tassazione esclusiva nel Paese di residenza del beneficiario.


Purtroppo, la norma del divieto della doppia tassazione per i pensionati italiani residenti in Brasile, é oggetto di contenzioso-interpretazione tra i due Paesi.
Per cui, i pensionati italiani che percepiscono oltre 10.000 Reais l'anno, devono pagare le imposte anche in Brasile, limitatamente agli importi superiori a 10.000 Reais. Sad Evil or Very Mad
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MessaggioInviato: 20 Mar 2012 21:38:34    Oggetto:  
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Si parla tanto di lotta alla mafia e alla criminalità quando invece lo stato italiano si comporta spesso peggio. Evil or Very Mad
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MessaggioInviato: 21 Apr 2012 03:02:45    Oggetto:  Credito Irpef su pensione Inps a residente in Brasile
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Buonasera a tutti.
Sono un pensionato Inps residente in Brasile da diversi anni. Faccio parte del gruppo di pensionati che ha una discussione aperta sia con l'Inps che con il Ministero dell'Economia - Dip. Politiche Fiscali - Direzione Relazioni Internazionali. La discussione verte sulla doppia imposizione fiscale che stiamo subendo, sull'anticostituzionalità delle addizionali Irpef, sul valore mai attualizzato dal 1978 dei 5.000 dollari Usa. Battaglia infinita che probabilmente dovrà necessariamente sfociare in una azione legale collettiva. Non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire.....e mi riferisco alla parte Italiana che si aggrappa a delle affermazioni e a dei valori del 1978, 34 anni fa! Quindi non ci resta che: o piangere o andare a testa bassa contro questa stortura tutta Italiana. Muovendoci in questi ambienti non potete immaginare il livello di disinformazione esistente da una Istituzione e l'altra, per fortuna ci sta aiutando la Receita Federal con delle missive a sostegno delle nostre rimostranze. Ne tantomeno 3 interrogazioni parlamentari hanno dato risultati (2 con Gov. Prodi 1 con Gov. Berlusconi). Nulla, il nulla. Tra l'altro siamo anche discriminati tra di noi in quanto: alcuni hanno avuto l'esenzione totale....altri un credito Irpef sui famosi 5 dollari Usa, altri ancora Nulla!! Sui 5.000 dollari usa nessuno conosce il conteggio ed il risultato che pensioni erogate per esempio a Trieste riconoscono oltre 1.700 Euro di credito, altre erogate a Torino riconoscono 1.350 Euro...senza riconoscere credito sulle addizionali.....indipendentemente dai netti percepiti...si tratta di un conteggio su 5.000 Usa dollars...sembrerebbe strano ma purtroppo è così! Se qualcuno conosce il sitema di calcolo finale giusto ne sarei grato .......
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MessaggioInviato: 21 Apr 2012 06:10:42    Oggetto:  
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Ciao. Purtroppo le notizie non sono buone. Questo periodo l'Italia ha un governo tecnico e non vi aspettate cambiamenti positivi in questo senso. Qui sta succedendo un casino, non solo con la riforma del lavoro come quella delle pensioni. Avete sentito parlare degli "esodati"?! E del ricongiungimento dei contributi versati all'INPS e all'INPDAP!? Sono su tutti i quotidiani, non si parla d'altro. Stiamo andando nello stesso verso della Grecia e con noi ci sta la Spagna, Portogallo...Irlanda!
Non avete idea del clima che si respira, perciò dico che secondo me, se le persone competenti (qui in Italia) su questo caso non hanno pensato prima a risolvere questa situazione, non lo faranno adesso.
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MessaggioInviato: 21 Apr 2012 06:21:36    Oggetto:  
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Gaúcha ha scritto:
Ciao. Purtroppo le notizie non sono buone. Questo periodo l'Italia ha un governo tecnico e non vi aspettate cambiamenti positivi in questo senso. Qui sta succedendo un casino, non solo con la riforma del lavoro come quella delle pensioni. Avete sentito parlare degli "esodati"?! E del ricongiungimento dei contributi versati all'INPS e all'INPDAP!? Sono su tutti i quotidiani, non si parla d'altro. Stiamo andando nello stesso verso della Grecia e con noi ci sta la Spagna, Portogallo...Irlanda!
Non avete idea del clima che si respira, perciò dico che secondo me, se le persone competenti (qui in Italia) su questo caso non hanno pensato prima a risolvere questa situazione, non lo faranno adesso.


Sono d'accordo. Confused

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MessaggioInviato: 21 Apr 2012 07:12:48    Oggetto:  
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Che il momento si particolrmente difficile e molto problematico per gli Italiani ne sono perfettamente conoscenza e sinceramente sono preoccupato, anzi di più. Lo sono per la parte buona degli Italiani ma non dell'Italia Istituzionale....e ne tantomeno dell'attuale governo che è stato messo lì dalle Banche e dalla BCE per tenere in piedi l'attuale sistema di poteri.
Con il mio post, oltre che evidenziare e confermare una situazione assurda in Brasile che dura da molti anni, CHIEDEVO se qualcuna fosse a conoscenza del sistema di calcolo del credito Irpef e relative addizionali sui 5000 dollari Usa in esenzione. Questo perchè ancora recentemente (cedolino aprile/maggio 2012) le Agenzie Inps che liquidano le pensioni hanno inserito crediti differenti tra cedolino e cedolino seppure il calcolo è da farsi sulla stessa cifra, quella dei 50000 dollari usa, appunto.
Tutto qui.
W una parte degli Italiani....!! W l'Italia dei mestieri e delle eccellenze, ma non istituzionale e rappresentativa.
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MessaggioInviato: 21 Apr 2012 07:27:56    Oggetto:  
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praiadoforte ha scritto:
Che il momento si particolrmente difficile e molto problematico per gli Italiani ne sono perfettamente conoscenza e sinceramente sono preoccupato, anzi di più. Lo sono per la parte buona degli Italiani ma non dell'Italia Istituzionale....e ne tantomeno dell'attuale governo che è stato messo lì dalle Banche e dalla BCE per tenere in piedi l'attuale sistema di poteri.
Con il mio post, oltre che evidenziare e confermare una situazione assurda in Brasile che dura da molti anni, CHIEDEVO se qualcuna fosse a conoscenza del sistema di calcolo del credito Irpef e relative addizionali sui 5000 dollari Usa in esenzione. Questo perchè ancora recentemente (cedolino aprile/maggio 2012) le Agenzie Inps che liquidano le pensioni hanno inserito crediti differenti tra cedolino e cedolino seppure il calcolo è da farsi sulla stessa cifra, quella dei 50000 dollari usa, appunto.
Tutto qui.
W una parte degli Italiani....!! W l'Italia dei mestieri e delle eccellenze, ma non istituzionale e rappresentativa.


Per il tuo quesito non ho risposte, mi dispiace.

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