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COSA FA IL NUOVO GOVERNO
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albatros

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brazil
MessaggioInviato: 28 Nov 2011 00:54:17    Oggetto:  COSA FA IL NUOVO GOVERNO
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25 Novembre 2011

Il Consiglio dei Ministri si è riunito oggi alle ore 9,40 a Palazzo Chigi, sotto la presidenza del Presidente del Consiglio, Mario Monti.
Segretario il Sottosegretario di Stato alla Presidenza, Antonio Catricalà.

In apertura dei lavori il Presidente Monti ha relazionato sull’incontro che ha avuto ieri con il Cancelliere Merkel e il Presidente Sarkozy.
L’incontro tripartito ha segnato un caloroso benvenuto al nuovo Presidente del Consiglio italiano, una esplicita soddisfazione per la rinnovata partecipazione italiana e la convinzione dell’impegno, da parte del terzo Paese più importante nella UE, nello sforzo comune volto a trovare soluzioni alla grave crisi finanziaria ed economica della zona euro.
La discussione ha toccato brevemente la situazione italiana. Il Presidente Monti ha sottolineato che l’Italia ha dimostrato nel suo recente passato di aver compiuto progressi significativi in materia di consolidamento fiscale, mentre l’impegno a rendere tale consolidamento sostenibile sarà attuato in tempi rapidi attraverso misure di impulso alla crescita.
Da parte loro, Sarkozy e Merkel hanno espresso piena fiducia nel Presidente Monti e nel suo Governo e ribadito il sostegno all’Italia dicendosi consapevoli che un crollo dell’Italia porterebbe inevitabilmente alla fine dell’euro, provocando uno stallo del processo di integrazione europea dalle conseguenze imprevedibili. Il Presidente del Consiglio ha riconfermato l’impegno a raggiungere gli obiettivi stabiliti in sede europea (ed in particolare il pareggio di bilancio nel 2013), identificando con chiarezza un programma di riforme strutturali “equo ma incisivo” da perseguire con il consenso delle parti sociali. Il Presidente Monti ha illustrato tale programma sulla base del suo discorso al Senato del 17 novembre scorso.

Il Consiglio dei Ministri ha avviato la discussione per identificare il percorso operativo da intraprendere, nel più breve tempo possibile, per la definizione del pacchetto di misure da adottare.

Successivamente il Presidente del Consiglio dei Ministri Monti ha comunicato che il Ministro senza portafoglio Piero Gnudi, oltre alla delega per il turismo e lo sport, è incaricato anche di curare gli Affari regionali, mentre il Ministro Piero Giarda potrà avvalersi del Dipartimento per il Programma di Governo per operare in tale materia.

Il Consiglio ha collegialmente condiviso tali iniziative.

A seguito del parere favorevole espresso dal Consiglio di Stato, il Consiglio dei Ministri ha definitivamente approvato, su proposta del Ministro dell’interno, Anna Maria Cancellieri, tre regolamenti che conferiscono un assetto definitivo all’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata. I decreti riguardano la dotazione organica, la contabilità finanziaria ed economico-patrimoniale, la disciplina dei flussi informativi e delle comunicazioni telematiche. L’approvazione dei tre provvedimenti chiude la fase transitoria e consente all’Agenzia di coadiuvare l’Autorità giudiziaria dal momento del sequestro dei beni fino alla confisca definitiva. Tra gli aspetti disciplinati, la separazione della contabilità relativa alla gestione dell’Agenzia dalle attività di amministrazione, custodia, destinazione e vendita dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata nonchè l’organizzazione della rete di comunicazione e lo scambio di dati con i soggetti coinvolti nelle procedure di amministrazione e destinazione dei beni stessi.
Il Consiglio ha poi approvato, su proposta del Ministro degli affari esteri, Giulio Terzi di Sant’Agata, tre disegni di legge di ratifica di Atti internazionali. Si tratta del Protocollo di modifica della Convenzione fra l’Italia e Mauritius per evitare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito e prevenire le evasioni fiscali; dell’Accordo sul reciproco riconoscimento dei titoli di studio universitari rilasciati in Italia e San Marino ai fini del proseguimento degli studi; dell’Accordo fra l’Italia e le Isole Cook sullo scambio di informazioni in materia fiscale.
Sempre su proposta del Ministro degli affari esteri e dei Ministri dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, Clini, e della salute, Balduzzi, è stato altresì approvato un disegno di legge che autorizza l’adesione dell’Italia alla Convenzione internazionale del 2001 sul controllo dei sistemi antivegetativi nocivi sulle navi.

Il Consiglio ha inoltre dichiarato lo stato d’emergenza nei territori della provincia di Messina e dell’isola d’Elba, colpiti da eccezionali avversità atmosferiche.

Infine, su proposta del Ministro della difesa, Di Paola, ha approvato il conferimento del grado di tenente generale al maggior generale dell’Arma dei trasporti e dei materiali dell’Esercito Vincenzo PORRAZZO; su proposta del Ministro dell’interno, il dottor Paolo DI FONZO, già questore di Pavia, è stato nominato dirigente generale di pubblica sicurezza.
Il Consiglio è terminato alle ore 11.45.

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MessaggioInviato: 28 Nov 2011 00:54:17    Oggetto: Adv





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albatros

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brazil
MessaggioInviato: 06 Dic 2011 21:28:20    Oggetto:  
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Manovra, il testo definitivo -

1.Titolo I - Sviluppo ed equità Art. 1 Aiuto alla crescita economica (Ace)1. In considerazione della esigenza di rilanciare lo sviluppo economico del Paese e fornire un aiutoalla crescita mediante una riduzione della imposizione sui redditi derivanti dal finanziamento concapitale di rischio, nonché per ridurre lo squilibrio del trattamento fiscale tra imprese che sifinanziano con debito ed imprese che si finanziano con capitale proprio, e rafforzare, quindi, lastruttura patrimoniale delle imprese e del sistema produttivo italiano, ai fini della determinazionedel reddito complessivo netto dichiarato dalle società e dagli enti indicati nellarticolo 73, comma 1,lettere a) e b), del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente dellaRepubblica 22 dicembre 1986, n. 917, è ammesso in deduzione un importo corrispondente alrendimento nozionale del nuovo capitale proprio, secondo le disposizioni dei commi da 2 a8. Per lesocietà e gli enti commerciali di cui all’articolo 73, comma 1, lettera d), del citato testo unico ledisposizioni del presente articolo si applicano relativamente alle stabili organizzazioni nel territoriodello Stato.2. Il rendimento nozionale del nuovo capitale proprio è valutato mediante applicazione dell’aliquotapercentuale individuata con il provvedimento di cui al comma 3 alla variazione in aumento delcapitale proprio rispetto a quello esistente alla chiusura dell’esercizio in corso al 31 dicembre 2010.3. Dal quarto periodo di imposta l’aliquota percentuale per il calcolo del rendimento nozionale delnuovo capitale proprio è determinata con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze daemanare entro il 31 gennaio di ogni anno, tenendo conto dei rendimenti finanziari medi dei titoliobbligazionari pubblici, aumentabili di ulteriori tre punti percentuali a titolo di compensazione delmaggior rischio.In via transitoria, per il primo triennio di applicazione, l’aliquota è fissata al 3 percento.4. La parte del rendimento nozionale che supera il reddito complessivo netto dichiarato è computatain aumento dell’importo deducibile dal reddito dei periodi d’imposta successivi.5. Il capitale proprio esistente alla chiusura dellesercizio in corso nel primo anno di applicazionedella disposizione è costituito dal patrimonio netto risultante dal relativo bilancio, senza tener contodellutile del medesimo esercizio. Rilevano come variazioni in aumento i conferimenti in denarononché gli utili accantonati a riserva ad esclusione di quelli destinati a riserve non disponibili; comevariazioni in diminuzione: a) le riduzioni del patrimonio netto con attribuzione, a qualsiasi titolo, aisoci o partecipanti; b) gli acquisti di partecipazioni in società controllate; c) gli acquisti di aziende odi rami di aziende.6. Gli incrementi derivanti da conferimenti in denaro rilevano a partire dalla data del versamento;quelli derivanti dallaccantonamento di utili a partire dallinizio dellesercizio in cui le relativeriserve sono formate. I decrementi rilevano a partire dallinizio dellesercizio in cui si sonoverificati. Per le aziende e le società di nuova costituzione si considera incremento tutto ilpatrimonio conferito.7. Il presente articolo si applica anche al reddito d’impresa di persone fisiche, società in nomecollettivo e in accomandita semplice in regime di contabilità ordinaria, con le modalità stabilite conil decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze di cui al comma 8 in modo da assicurare unbeneficio conforme a quello garantito ai soggetti di cui al comma 1. 1
2.8. Le disposizioni di attuazione del presente articolo sono emanate con decreto del Ministrodell’Economia e delle Finanze entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore della legge diconversione del presente decreto. Con lo stesso provvedimento possono essere stabilite disposizioniaventi finalità antielusiva specifica.9. Le disposizioni del presente articolo si applicano a decorrere dal periodo d’imposta in corso al 31dicembre 2011. 2
3.Art. 2 Agevolazioni fiscali riferite al costo del lavoro nonché per donne e giovani1. A decorrere dal periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2012 è ammesso in deduzione ai sensidellarticolo 99, comma 1, del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con il decreto delPresidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e successive modificazioni, un importo pariallimposta regionale sulle attività produttive determinata ai sensi degli articoli 5, 5-bis, 6, 7 e 8 deldecreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, relativa alla quota imponibile delle spese per ilpersonale dipendente e assimilato al netto delle deduzioni spettanti ai sensi dellarticolo 11, commi1, lettera a), 1-bis, 4-bis, 4-bis.1 del medesimo decreto legislativo n. 446 del 1997.2. All’articolo 11, comma 1, lettera a), del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, sonoapportate le seguenti modificazioni: a) al numero 2), dopo le parole “periodo di imposta” sono aggiunte le seguenti: “, aumentato a10.600 euro per i lavoratori di sesso femminile nonché per quelli di età inferiore ai 35 anni”; b) al numero 3), dopo le parole “Sardegna e Sicilia” sono aggiunte le seguenti: “, aumentato a15.200 euro per i lavoratori di sesso femminile nonché per quelli di età inferiore ai 35 anni”.3. Le disposizioni di cui al comma 2 si applicano a decorrere dal periodo d’imposta successivo aquello in corso al 31 dicembre 2011. 3
4.Art. 3 Programmi regionali cofinanziati dai fondi strutturali e rifinanziamento fondo di garanzia1. In considerazione della eccezionale crisi economica internazionale e della conseguente necessitàdella riprogrammazione nell’utilizzo delle risorse disponibili, al fine di accelerare la spesa deiprogrammi regionali cofinanziati dai fondi strutturali negli anni 2012, 2013 e 2014, all’articolo 32,comma 4, della legge 12 novembre 2011, n. 183, dopo la lett. n), è aggiunta la seguente: “o) per glianni 2012, 2013 e 2014, delle spese effettuate a valere sulle risorse dei cofinanziamenti nazionalidei fondi strutturali comunitari. Per le Regioni ricomprese nellObiettivo Convergenza e nel regimedi phasing in nellObiettivo Competitività, di cui al Regolamento del Consiglio (CE) n. 1083/2006,tale esclusione e subordinata all’Accordo sullattuazione del Piano di Azione Coesione del 15novembre 2011. L’esclusione opera nei limiti complessivi di 1.000 milioni di euro per ciascunodegli anni 2012, 2013 e 2014.”. L’esclusione delle spese di cui al periodo precedente opera perciascuna regione nei limiti definiti con i criteri di cui al comma 2.2. Per compensare gli effetti in termini di fabbisogno e di indebitamento netto di cui al comma 1, èistituito nello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze con una dotazione, intermini di sola cassa, di 1.000 milioni di euro per ciascuno degli anni 2012, 2013 e 2014 un“Fondo di compensazione per gli interventi volti a favorire lo sviluppo”, ripartito tra le singoleRegioni sulla base della chiave di riparto dei fondi strutturali 2007-2013, tra programmi operativiregionali, così come stabilita dal Quadro Strategico Nazionale 2007-2013, adottato con DecisioneCE C (2007) n. 3329 del 13/7/2007. Allutilizzo del Fondo si provvede, con decreto del Ministrodelleconomia e delle finanze, su proposta del Ministro per la coesione territoriale, da comunicareal Parlamento e alla Corte dei conti, su richiesta dell’Amministrazione interessata, sulla basedell’ordine cronologico delle richieste e entro i limiti della dotazione assegnata ad ogni singolaRegione.3. Alla copertura degli oneri derivanti dalla costituzione del predetto fondo si provvede concorrispondente utilizzo delle maggiori entrate e delle minori spese recate dal presenteprovvedimento.4. La dotazione del Fondo di garanzia a favore delle piccole e medie imprese di cui all’art. 2,comma 100, lett. a), della legge 23 dicembre 1996 n. 662 e successive modificazioni edintegrazioni, è incrementata di 400 milioni di euro annui per ciascuno degli anni 2012, 2013 e2014.5. Per assicurare il sostegno alle esportazioni, la somma di 300 milioni di euro delle disponibilitàgiacenti sul conto corrente di Tesoreria di cui all’art. 7, comma 2-bis, del decreto legislativo 31marzo 1988, n. 143, e successive modifiche e integrazioni, è versata all’entrata del bilancio statalenella misura di 150 milioni nel 2012 e 150 milioni nel 2013, a cura del titolare del medesimo conto,per essere riassegnata al fondo di cui all’art. 3 della legge 28 maggio 1973, n. 295, per le finalitàconnesse alle attività di credito all’esportazione. All’onere derivante dal presente comma in terminidi fabbisogno e indebitamento netto si provvede con corrispondente utilizzo delle maggiori entrate edelle minori spese recate dal presente decreto. 4
5.Art. 4 Detrazioni per interventi di ristrutturazione, di efficientamento energetico e per spese conseguenti a calamità naturali1. Al testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22dicembre 1986, n. 917, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni: a) nell’articolo 11, comma 3, le parole: “15 e 16”, sono sostituite dalle seguenti: 15, 16 e 16-bis)”; b) nell’articolo 12, comma 3, le parole: “15 e 16”, sono sostituite dalle seguenti: 15, 16 e 16-bis)”; c) dopo l’articolo 16, è aggiunto il seguente: “Art. 16-bis (Detrazione delle spese perinterventi di recupero del patrimonio edilizio e di riqualificazione energetica degli edifici)1. Dall’imposta lorda si detrae un importo pari al 36 per cento delle spese documentate, fino ad unammontare complessivo delle stesse non superiore a 48.000 euro per unità immobiliare, sostenuteed effettivamente rimaste a carico dei contribuenti che possiedono o detengono, sulla base di untitolo idoneo, limmobile sul quale sono effettuati gli interventi:a) di cui alle lett. a) b), c) e d) dellarticolo 3 del decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno2001, n. 380 effettuati sulle parti comuni di edificio residenziale di cui allarticolo 1117, n. 1), delcodice civile;b) di cui alle lettere b), c) e d) dellarticolo 3 del decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno2001, n. 380, effettuati sulle singole unità immobiliari residenziali di qualsiasi categoria catastale,anche rurali, e sulle loro pertinenze;c) necessari alla ricostruzione o al ripristino dell’immobile danneggiato a seguito di eventicalamitosi, ancorchè non rientranti nelle categorie di cui alle lettere a) e b) del presente comma,sempreché sia stato dichiarato lo stato di emergenza;d) relativi alla realizzazione di autorimesse o posti auto pertinenziali anche a proprietà comune;e) finalizzati alla eliminazione delle barriere architettoniche, aventi ad oggetto ascensori emontacarichi, alla realizzazione di ogni strumento che, attraverso la comunicazione, la robotica eogni altro mezzo di tecnologia più avanzata, sia adatto a favorire la mobilità interna ed esternaallabitazione per le persone portatrici di handicap in situazioni di gravità, ai sensi dellarticolo 3,comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104;f) relativi alladozione di misure finalizzate a prevenire il rischio del compimento di atti illeciti daparte di terzi;g) relativi alla realizzazione di opere finalizzate alla cablatura degli edifici, al contenimentodellinquinamento acustico;h) relativi alla realizzazione di opere finalizzate al conseguimento di risparmi energetici conparticolare riguardo allinstallazione di impianti basati sullimpiego delle fonti rinnovabili dienergia. Le predette opere possono essere realizzate anche in assenza di opere edilizie propriamentedette, acquisendo idonea documentazione attestante il conseguimento di risparmi energetici inapplicazione della normativa vigente in materia;i) relativi alladozione di misure antisismiche con particolare riguardo allesecuzione di opere per lamessa in sicurezza statica, in particolare sulle parti strutturali, per la redazione delladocumentazione obbligatoria atta a comprovare la sicurezza statica del patrimonio edilizio, nonchéper la realizzazione degli interventi necessari al rilascio della suddetta documentazione. Gliinterventi relativi alladozione di misure antisismiche e allesecuzione di opere per la messa insicurezza statica devono essere realizzati sulle parti strutturali degli edifici o complessi di edificicollegati strutturalmente e comprendere interi edifici e, ove riguardino i centri storici, devono essereeseguiti sulla base di progetti unitari e non su singole unità immobiliari;l) di bonifica dall’amianto e di esecuzione di opere volte ad evitare gli infortuni domestici.2. Tra le spese sostenute di cui al comma 1 sono comprese quelle di progettazione e per prestazioniprofessionali connesse allesecuzione delle opere edilizie e alla messa a norma degli edifici ai sensidella legislazione vigente in materia. 5
6.3. La detrazione di cui al comma 1 spetta anche nel caso di interventi di restauro e risanamentoconservativo e di ristrutturazione edilizia di cui di cui alle lett. c) e d) dellarticolo 3 del decreto delPresidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, riguardanti interi fabbricati, eseguiti da impresedi costruzione o ristrutturazione immobiliare e da cooperative edilizie, che provvedano entro seimesi dalla data di termine dei lavori alla successiva alienazione o assegnazione dellimmobile. Ladetrazione spetta al successivo acquirente o assegnatario delle singole unità immobiliari, in ragionedi unaliquota del 36 per cento del valore degli interventi eseguiti, che si assume in misura pari al 25per cento del prezzo dellunità immobiliare risultante nellatto pubblico di compravendita o diassegnazione e, comunque, entro limporto massimo di 48.000 euro.4. Nel caso in cui gli interventi di cui al comma 1 realizzati in ciascun anno consistano nella meraprosecuzione di interventi iniziati in anni precedenti, ai fini del computo del limite massimo dellespese ammesse a fruire della detrazione si tiene conto anche delle spese sostenute negli stessi anni.5. Se gli interventi di cui al comma 1 sono realizzati su unità immobiliari residenziali adibitepromiscuamente allesercizio dellarte o della professione, ovvero allesercizio dellattivitàcommerciale, la detrazione spettante è ridotta al 50 per cento.6. La detrazione è cumulabile con le agevolazioni già previste sugli immobili oggetto di vincolo aisensi del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, ridotte nella misura del 50 per cento.7. La detrazione è ripartita in dieci quote annuali costanti e di pari importo nell’anno disostenimento delle spese e in quelli successivi.8. In caso di vendita dellunità immobiliare sulla quale sono stati realizzati gli interventi di cui alcomma 1 la detrazione non utilizzata in tutto o in parte è trasferita per i rimanenti periodi diimposta, salvo diverso accordo delle parti, allacquirente persona fisica dellunità immobiliare. Incaso di decesso dellavente diritto, la fruizione del beneficio fiscale si trasmette, per intero,esclusivamente allerede che conservi la detenzione materiale e diretta del bene.9. Si applicano le disposizioni di cui al decreto del Ministro delle finanze di concerto con il Ministrodei lavori pubblici 18 febbraio 1998, n. 41, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 13 marzo 1998, n.60, con il quale è stato adottato il “Regolamento recante norme di attuazione e procedure dicontrollo di cui allarticolo 1 della L. 27 dicembre 1997, n. 449, in materia di detrazioni per le spesedi ristrutturazione edilizia”.10. Con successivo decreto del Ministro dell’economia e delle finanze possono essere stabiliteulteriori modalità di attuazione delle disposizioni di cui al presente articolo.”; d) nell’articolo 24, comma 3 dopo le parole: “e i)”, sono aggiunte le seguenti: “, edell’articolo 16-bis)”.2. All’articolo 1, comma 17, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, sono apportate le seguentimodificazioni: a) all’alinea, le parole: «2010, 2011 e 2012 » sono sostituite dalle seguenti: «2010 e 2011»; b) alla lettera a), le parole: «dicembre 2012» sono sostituite dalle seguenti: «dicembre2011»; c) alla lettera b), le parole: «dicembre 2012» sono sostituite dalle seguenti: «dicembre 2011»e le parole: «giugno 2013» sono sostituite dalle seguenti: «giugno 2012».3. Si applicano le disposizioni di cui all’articolo 25 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78,convertito, con modificazioni, nella legge 30 luglio 2010, n. 122.4. Nell’articolo 1, comma 48, della legge 13 dicembre 2010, n. 220, le parole “31 dicembre 2011”sono sostituite dalle seguenti: “31 dicembre 2012”. La detrazione prevista dall’articolo 16-biscomma 1, lettera h), del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente dellaRepubblica 22 dicembre 1986, n. 917, come modificato dal presente articolo, si applica alle speseeffettuate a decorrere dal 1° gennaio 2013.5. Le disposizioni del presente articolo entrano in vigore il 1° gennaio 2012. 6
7.Art. 5 Introduzione dell’ISEE per la concessione di agevolazioni fiscali e benefici assistenziali, con destinazione dei relativi risparmi a favore delle famiglie1. Con decreto di natura non regolamentare del Presidente del Consiglio dei ministri, da emanareprevio parere delle commissioni parlamentari competenti entro il 31 maggio 2012, sono riviste lemodalità di determinazione dell’ISEE (Indicatore della situazione economica equivalente) al finedi rafforzare la rilevanza degli elementi di ricchezza patrimoniale della famiglia, nonché dellapercezione di somme anche se esenti da imposizione fiscale. Con il medesimo decreto sonoindividuate le agevolazioni fiscali e tariffarie, nonché le provvidenze di natura assistenziale che, adecorrere dal 1° gennaio 2013, non possono essere più riconosciute ai soggetti in possesso di unIsee superiore alla soglia individuata con il decreto stesso. Restano, comunque, fermi anche irequisiti reddituali già previsti dalla normativa vigente. I risparmi a favore del bilancio dello Statoe degli enti nazionali di previdenza e di assistenza derivanti dall’applicazione del presente commasono versati all’entrata del bilancio dello Stato per essere riassegnati al fondo per le politichesociali per essere destinati ad interventi in favore delle famiglie numerose, delle donne e deigiovani. 7
8.Art. 6 Equo indennizzo e pensioni privilegiate1. Ferma la tutela derivante dall’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni e le malattieprofessionali, sono abrogati gli istituti dell’accertamento della dipendenza dell’infermità da causadi servizio, del rimborso delle spese di degenza per causa di servizio, dell’equo indennizzo e dellapensione privilegiata. La disposizione di cui al primo periodo del presente comma non si applica neiconfronti del personale appartenente al comparto sicurezza, difesa e soccorso pubblico. Ladisposizione di cui al primo periodo del presente comma non si applica, inoltre, ai procedimenti incorso alla data di entrata in vigore del presente decreto, nonché ai procedimenti per i quali, allapredetta data, non sia ancora scaduto il termine di presentazione della domanda, nonché aiprocedimenti instaurabili d’ufficio per eventi occorsi prima della predetta data. 8
9.Titolo II – Rafforzamento del sistema finanziario nazionale e internazionale Art. 7 Partecipazione italiana a banche e fondi1. Il Presidente della Repubblica è autorizzato ad accettare gli emendamenti all’Accordo istitutivodella Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo (BERS), adottati dal Consiglio deiGovernatori della Banca medesima con le risoluzioni n. 137 e n. 138 del 30 settembre 2011. IlMinistro dell’Economia e delle Finanze è incaricato dell’esecuzione della presente disposizione edei rapporti da mantenere con l’amministrazione della Banca Europea per la Ricostruzione e loSviluppo, conseguenti ai predetti emendamenti. Piena ed intera esecuzione è data agliemendamenti di cui al presente comma a decorrere dalla sua entrata in vigore, in conformità aquanto disposto dall’articolo 56 dell’Accordo istitutivo della Banca Europea per la Ricostruzione elo Sviluppo, ratificato ai sensi della legge 11 febbraio 1991, n. 53 e successive modificazioni.2. Al fine di adempiere agli impegni dello Stato italiano derivanti dalla partecipazione a Banche eFondi internazionali è autorizzata la spesa di 87,642 milioni di euro nell’anno 2012, di 125,061milioni di euro nel 2013 e di 121,726 milioni di euro nel 2014. Ai relativi oneri si provvedemediante corrispondente riduzione, per gli anni 2012, 2013 e 2014 dello stanziamento del fondospeciale di conto capitale iscritto, ai fini del bilancio triennale 2012-2014, nellambito delprogramma «Fondi di riserva e speciali» della missione «Fondi da ripartire» dello stato diprevisione del Ministero dell’economia e delle finanze per lanno 2012, allo scopo parzialmenteutilizzando l’accantonamento relativo al medesimo Ministero.3. Per finanziare la partecipazione italiana agli aumenti di capitale nelle Banche Multilaterali diSviluppo, la somma di 226 milioni di euro delle disponibilità giacenti sul conto corrente diTesoreria di cui all’art. 7, comma 2 bis, del D.Lgs. 31 marzo 1998, n. 143, e successive modifichee integrazioni, è versata all’entrata del bilancio statale nella misura di 26 milioni di euro nel 2012,45 milioni di euro nel 2013, 2014 e 2015, 35,5 milioni di euro nel 2016 e 29,5 milioni di euro nel2017, per essere riassegnata nella pertinente missione e programma dello stato di previsione dellaspesa del Ministero dell’Economia e delle Finanze. 9
10.Art. 8 Misure per la stabilità del sistema creditizio1. Ai sensi della Comunicazione della Commissione europea C(2011)8744 concernentel’applicazione delle norme in materia di aiuti di Stato alle misure di sostegno alle banche nelcontesto della crisi finanziaria, il Ministro delleconomia e delle finanze, fino al 30 giugno 2012, èautorizzato a concedere la garanzia dello Stato sulle passività delle banche italiane, con scadenza datre mesi fino a cinque anni o, a partire dal 1 gennaio 2012, a sette anni per le obbligazioni bancariegarantite di cui all’art. 7-bis della legge 30 aprile 1999, n. 130, e di emissione successiva alla data dientrata in vigore del presente decreto. Con decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri, suproposta del Ministro delleconomia e delle finanze, si procede alleventuale proroga del predettotermine in conformità alla normativa europea in materia.2. La concessione della garanzia di cui al comma 1 è effettuata sulla base della valutazione da partedella Banca dItalia delladeguatezza della patrimonializzazione della banca richiedente e della suacapacità di fare fronte alle obbligazioni assunte.3. La garanzia dello Stato di cui al comma 1 è incondizionata, irrevocabile e a prima richiesta.4. La garanzia dello Stato di cui al comma 1 sarà elencata nellallegato allo stato di previsione delMinistero delleconomia e delle finanze di cui allarticolo 31 della legge 31 dicembre 2009 n. 196.Per tale finalità è autorizzata la spesa di 200 milioni di euro annui per il periodo 2012-2016. Ipredetti importi sono annualmente versati su apposita contabilità speciale, per essere destinati allacopertura dell’eventuale escussione delle suddette garanzie. Ad eventuali ulteriori oneri, siprovvede ai sensi dellarticolo 26, comma 2, della legge 31 dicembre 2009 n. 196, con imputazionenell’ambito dell’unità di voto parlamentare 25.2 dello stato di previsione del Ministerodell’economia e delle finanze.5. Ai fini del presente articolo, per banche italiane si intendono le banche aventi sede legale inItalia.6. Lammontare delle garanzie concesse ai sensi del comma 1 è limitata a quanto strettamentenecessario per ripristinare la capacità di finanziamento a medio-lungo termine delle banchebeneficiarie. Linsieme delle operazioni e i loro effetti sulleconomia sono oggetto di monitoraggiosemestrale da parte del Ministero delleconomia e delle finanze, con il supporto della Banca dItalia,anche al fine di verificare la necessità di mantenere in vigore l’operatività di cui al comma 1 elesigenza di eventuali modifiche operative. I risultati delle verifiche sono comunicati allaCommissione europea; le eventuali necessità di prolungare la vigenza delle operazioni oltre i seimesi dallentrata in vigore del presente decreto e le eventuali modifiche operative ritenute necessariesono notificate alla Commissione europea. Il Ministero dell’Economia e delle Finanze, sulla basedegli elementi forniti dalla Banca d’Italia, presenta entro il 15 aprile 2012 un rapporto sintetico sulfunzionamento dello schema di garanzia di cui al comma 1 e sulle emissioni garantite e nongarantite delle banche.7. Le banche che ricorrono agli interventi previsti dal presente articolo devono svolgere la propriaattività in modo da non abusare del sostegno ricevuto e conseguire indebiti vantaggi per il tramitedello stesso, in particolare nelle comunicazioni commerciali rivolte al pubblico.8. In caso di mancato rispetto delle condizioni di cui al comma 7, il Ministero delleconomia e dellefinanze, su segnalazione della Banca dItalia, può escludere la banca interessata dallammissione allagaranzia di cui al comma 1, fatte salve le operazioni già in essere. Di tale esclusione è datacomunicazione alla Commissione europea.9. Per singola banca, lammontare massimo complessivo delle operazioni di cui al presente articolonon può eccedere, di norma, il patrimonio di vigilanza, ivi incluso il patrimonio di terzo livello. LaBanca dItalia effettua un monitoraggio del rispetto dei suddetti limiti e ne comunica 10
11.tempestivamente gli esiti al Dipartimento del Tesoro. Il Dipartimento del Tesoro comunica allaCommissione europea i risultati del monitoraggio.10. La garanzia dello Stato può essere concessa su strumenti finanziari di debito emessi da bancheche presentino congiuntamente le seguenti caratteristiche:a) sono emessi successivamente allentrata in vigore del presente decreto, anche nellambito diprogrammi di emissione preesistenti, e hanno durata residua non inferiore a tre mesi e non superiorea cinque anni, a partire dal 1 gennaio 2012, a sette anni per le obbligazioni bancarie garantite di cuiall’art. 7-bis della legge 30 aprile 1999, n. 130;b) prevedono il rimborso del capitale in ununica soluzione a scadenza;c) sono a tasso fisso;d) sono denominati in euro;e) rappresentano un debito non subordinato nel rimborso del capitale e nel pagamento degliinteressi;f) non sono titoli strutturati o prodotti complessi ne incorporano una componente derivata. A talfine si fa riferimento alle definizioni contenute nelle Istruzioni di Vigilanza per le banche (Circolaredella Banca dItalia n. 229 del 21 aprile 1999, Titolo X, Capitolo 1, Sezione I.);11. La garanzia di cui al precedente comma copre il capitale e gli interessi.12. Non possono in alcun caso essere assistite da garanzia dello Stato le passività computabili nelpatrimonio di vigilanza, come individuate dalle Nuove disposizioni di Vigilanza prudenziale per lebanche (Circolare della Banca dItalia n. 263 del 27 dicembre 2006, Titolo I, Capitolo 2).13. Il volume complessivo di strumenti finanziari di cui al comma 10 emessi dalle banche condurata superiore ai 3 anni sui quali può essere prestata la garanzia di cui al comma 1, non puòeccedere un terzo del valore nominale totale dei debiti garantiti dallo Stato emessi dalla banca stessae garantiti dallo Stato ai sensi del comma 1.14. Gli oneri economici a carico delle banche beneficiarie della garanzia di cui al comma 1effettuate a partire dal 1 gennaio 2012, sono così determinati:a) per passività con durata originaria di almeno 12 mesi, è applicata una commissione pari allasomma dei seguenti elementi: (i) una commissione di base di 0,40 punti percentuali; e (ii) una commissione basata sul rischio eguale al prodotto di 0,40 punti percentuali per una metrica di rischio composta come segue: la metà del rapporto fra la mediana degli spread sui contratti di Credit Default Swap (CDS) senior a 5 anni relativi alla banca o alla capogruppo nei tre anni che terminano il mese precedente la data di emissione della garanzia e la mediana dell’indice iTraxx Europe Senior Financial a 5 anni nello stesso periodo di tre anni, più la metà del rapporto fra la mediana degli spread sui contratti CDS senior a 5 anni di tutti gli Stati Membri dell’Unione Europea e la mediana degli spread sui contratti CDS senior a 5 anni dell’Italia nel medesimo periodo di tre anni.b) per le obbligazioni bancarie garantite di cui all’art. 7-bis della legge 30 aprile 1999, n. 130, lacommissione, di cui al punto (ii) della lettera a), è computata per la metà;c) per passività con durata originaria inferiore a 12 mesi, è applicata una commissione pari allasomma dei seguenti elementi: (i) una commissione di base di 0,50 punti percentuali; e (ii) una commissione basata sul rischio eguale a 0,20 punti percentuali nel caso di banche aventi un rating del debito senior unsecured di A+ o A ed equivalenti, a 0,30 punti percentuali nel caso di banche aventi un rating di A- o equivalente, a 0,40 punti percentuali per banche aventi un rating inferiore a A- o prive di rating. 11
12.15. Per le banche per le quali non sono negoziati contratti di CDS o comunque non sono disponibilidati rappresentativi, la mediana degli spread di cui al punto ii) della lettera a) del comma 14 ècalcolata nel modo seguente:a) per banche che abbiano un rating rilasciato da ECAI riconosciute: la mediana degli spread suicontratti di CDS a cinque anni nei tre anni che terminano il mese precedente la data di emissionedella garanzia registrati per un campione di grandi banche, definito dalla Commissione europea,insediate in paesi dellarea euro appartenenti alla medesima classe di rating del debito seniorunsecured;b) per banche prive di rating: la mediana degli spread sui contratti CDS registrati nel medesimoperiodo per un campione di grandi banche, definito dalla Commissione europea, insediate in paesidellarea delleuro e appartenenti alla più bassa categoria di rating disponibile.16. In caso di difformità delle valutazioni di rating, il rating rilevante per il calcolo dellacommissione è quello più elevato.17. I rating di cui al presente articolo sono quelli assegnati al momento della concessione dellagaranzia.18. Nel caso in cui la garanzia dello Stato di cui al comma 1 sia concessa sulle passività emesse nelperiodo intercorrente tra l’entrata in vigore del presente decreto e il 31 dicembre 2011, lecommissioni sono determinate secondo quanto previsto dalle Raccomandazioni della BancaCentrale Europea del 20 ottobre 2008, come aggiornate dalla Commissione europea a far data dal 1luglio 2010.19. La commissione è applicata in ragione danno allammontare nominale dei titoli emessi dallabanca. Le commissioni dovute dalle banche interessate sono versate, in rate trimestrali posticipate,ad apposito capitolo dellentrata del bilancio dello Stato per essere riassegnate al Fondo perl’ammortamento dei titoli di Stato. Le relative quietanze sono trasmesse dalla banca interessata alMinistero delleconomia e delle finanze, Dipartimento del Tesoro.20. Il Ministro dell’economia e delle finanze, sentita la Banca d’Italia, può variare i criteri dicalcolo e la misura delle commissioni del presente articolo in conformità delle Comunicazioni dellaCommissione Europea, tenuto conto delle condizioni di mercato. Le variazioni non hanno effettosulle operazioni già in essere.21. Le richieste di ammissione alla garanzia di cui al comma 1 sono presentate dalle bancheinteressate nel medesimo giorno alla Banca dItalia e al Dipartimento del Tesoro con modalità cheassicurano la rapidità e la riservatezza della comunicazione.22. La richiesta è presentata secondo un modello uniforme predisposto dalla Banca dItalia e dalDipartimento del Tesoro che deve indicare, tra laltro, il fabbisogno di liquidità, anche prospettico,della banca, le operazioni di garanzia a cui la banca chiede di essere ammessa e quelle alle qualieventualmente sia già stata ammessa o per le quali abbia già fatto richiesta di ammissione.23. Ai fini dellammissione alle operazioni, la Banca dItalia valuta ladeguatezza patrimoniale e lacapacità di fare fronte alle obbligazioni assunte in particolare sulla base dei seguenti criteri: a) i coefficienti patrimoniali alla data dellultima segnalazione di vigilanza disponibile non siano inferiori a quelli obbligatori; b) la capacità reddituale della banca sia adeguata per far fronte agli oneri delle passività garantite.24. La Banca dItalia comunica tempestivamente al Dipartimento del Tesoro, di norma entro 3giorni dalla presentazione della richiesta, le valutazioni di cui al comma 23. Nel caso di valutazionepositiva la Banca dItalia comunica inoltre:a) la valutazione della congruità delle condizioni e dei volumi dellintervento di liquidità richiesto,alla luce delle dimensioni della banca e della sua patrimonializzazione; 12
13.b) lammontare del patrimonio di vigilanza, incluso il patrimonio di terzo livello;c) lammontare della garanzia;d) la misura della commissione dovuta secondo quanto previsto al comma 14.25. Sulla base degli elementi comunicati dalla Banca dItalia, il Dipartimento del Tesoro provvedetempestivamente e di norma entro cinque giorni dalla ricezione della comunicazione della BancadItalia, in merito alla richiesta presentata della banca. A tal fine tiene conto del complesso dellerichieste provenienti dal sistema, dellandamento del mercato finanziario e delle esigenze distabilizzazione dello stesso, della rilevanza delloperazione, nonché dellinsieme delle operazioniattivate dal singolo operatore. Il Dipartimento del Tesoro comunica la decisione alla bancarichiedente e alla Banca dItalia, con modalità che assicurano la rapidità e la riservatezza dellacomunicazione.26. La banca che non sia in grado di adempiere allobbligazione garantita presenta richiestamotivata dintervento della garanzia al Dipartimento del Tesoro e alla Banca dItalia, allegando larelativa documentazione e indicando gli strumenti finanziari o le obbligazioni contrattuali per iquali richiede lintervento e i relativi importi dovuti. La richiesta è presentata, di norma, almeno 30giorni prima della scadenza della passività garantita, salvo casi di motivata urgenza.27. Il Dipartimento del Tesoro accertata, sulla base delle valutazioni della Banca dItalia,lammissibilità della richiesta, autorizza l’intervento della garanzia entro il giorno antecedente lascadenza delloperazione. Qualora non sia possibile disporre il pagamento con procedure ordinarie,sulla base della predetta autorizzazione, la Banca d’Italia effettua il pagamento a favore dei creditorimediante contabilizzazione in conto sospeso collettivo. Il pagamento è regolarizzato entro isuccessivi novanta giorni.28. A seguito dellintervento della garanzia dello Stato, la banca è tenuta a rimborsare allerario lesomme pagate dallo Stato maggiorate degli interessi al tasso legale fino al giorno del rimborso. Labanca è altresì tenuta a presentare un piano di ristrutturazione, come previsto dalla Comunicazionedella Commissione europea del 25 ottobre 2008 e successive modificazioni e integrazioni. Talepiano viene trasmesso alla Commissione europea entro e non oltre sei mesi.29. Ove uno dei provvedimenti di cui al Titolo IV del Testo unico bancario, sia stato adottato inconseguenza della escussione della garanzia ai sensi del presente articolo, il provvedimento ètrasmesso alla Commissione Europea entro 6 mesi.30. Qualora, al fine di soddisfare anche in modo indiretto esigenze di liquidità, la Banca d’Italiaeffettui operazioni di finanziamento o di altra natura che siano garantite mediante pegno o cessionedi credito, la garanzia ha effetto nei confronti del debitore e dei terzi all’atto della sua prestazione,ai sensi degli articoli 1, comma 1, lettera q), e 2, comma 1 lettera b) del decreto legislativo 21maggio 2004, n. 170 ed in deroga agli articoli 1264, 1265 e 2800 del codice civile e all’art. 3,comma 1-bis del decreto legislativo 21 maggio 2004, n.170. In caso di garanzia costituita da creditiipotecari, non è richiesta l’annotazione prevista dall’articolo 2843 del codice civile. Alle medesimeoperazioni si applica l’articolo 67, quarto comma, del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267. Ladisciplina derogatoria si applica ai contratti di garanzia finanziaria a favore della Banca d’Italiastipulati entro la data del 31 dicembre 2012.31. Il Ministero dell’Economia e delle Finanze, sulla base degli elementi forniti dalla Banca d’Italia,presenta alla Commissione europea una relazione (viability review) per ciascuna banca beneficiariadella garanzia di cui al comma 1 nel caso in cui il totale delle passività garantite ecceda sia il 5 percento delle passività totali della banca sia l’ammontare di 500 milioni di euro. Il rapporto ha adoggetto la solidità e la capacità di raccolta della banca interessata, è redatto in conformità dei criteristabiliti dalla Commissione nella Comunicazione del 19 agosto 2009 ed è comunicato allaCommissione europea entro 3 mesi dal rilascio della garanzia.32. Il Ministero dell’Economia e delle Finanze, sulla base degli elementi forniti dalla Banca d’Italia,comunica alla Commissione europea, entro tre mesi successivi a ciascuna emissione di strumenti 13
14.garantiti ai sensi del comma 1, l’ammontare della commissione effettivamente applicata conriferimento a ciascuna emissione.33. Con decreti di natura non regolamentare del Ministro delleconomia e delle finanze, sentita laBanca dItalia, possono essere stabiliti eventuali ulteriori criteri, condizioni e modalità di attuazionedel presente articolo.34. Nel rispetto della normativa europea in materia di aiuti di Stato, il Ministro dell’Economia edelle Finanze può rilasciare, fino al 30 giugno 2012, la garanzia statale su finanziamenti erogatidiscrezionalmente dalla Banca d’Italia alle banche italiane e alle succursali di banche estere in Italiaper fronteggiare gravi crisi di liquidità (emergency liquidity assistance). Agli eventuali oneri siprovvede nell’ambito delle risorse e con le modalità di cui al comma 4 del presente articolo. 14
15.Art. 9 Imposte Differite Attive1. All’articolo 2 del decreto-legge 29 dicembre 2010, n. 225, convertito, con modificazioni, dallalegge 6 febbraio 2011, n. 10, sono apportate le seguenti modifiche: a) al comma 56: 1) dopo le parole “dei soci” sono aggiunte le seguenti: “- o dei diversi organi competenti per legge -”; 2) dopo l’ultimo periodo è aggiunto il seguente: “Con decorrenza dal periodo d’imposta in corso alla data di approvazione del bilancio, non sono deducibili i componenti negativi corrispondenti alle attività per imposte anticipate trasformate in credito d’imposta ai sensi del presente comma;” b) dopo il comma 56, sono inseriti i seguenti: “56-bis. La quota delle attività per imposte anticipate iscritte in bilancio relative alle perdite di cui all’articolo 84 del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e derivante dalla deduzione dei componenti negativi di reddito di cui al comma 55, è trasformata per intero in crediti d’imposta. La trasformazione decorre dalla data di presentazione della dichiarazione dei redditi in cui viene rilevata la perdita di cui al presente comma. La perdita del periodo d’imposta rilevata nella dichiarazione dei redditi di cui al periodo precedente è computata in diminuzione del reddito dei periodi d’imposta successivi per un ammontare pari alla perdita del periodo d’imposta rilevata nella dichiarazione dei redditi di cui al periodo precedente ridotta dei componenti negativi di reddito che hanno dato luogo alla quota di attività per imposte anticipate trasformata in crediti d’imposta ai sensi del presente comma. 56-ter. La disciplina di cui ai commi 55, 56 e 56-bis si applica anche ai bilanci di liquidazione volontaria ovvero relativi a società sottoposte a procedure concorsuali o di gestione delle crisi, ivi inclusi quelli riferiti all’amministrazione straordinaria e alla liquidazione coatta amministrativa di banche e altri intermediari finanziari vigilati dalla Banca d’Italia. Qualora il bilancio finale per cessazione di attività, dovuta a liquidazione volontaria, fallimento o liquidazione coatta amministrativa, evidenzi un patrimonio netto positivo, è trasformato in crediti d’imposta l’intero ammontare di attività per imposte anticipate di cui ai commi 55 e 56. Alle operazioni di liquidazione volontaria di cui al presente comma si applicano le disposizioni previste dall’articolo 37-bis del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600.” c) al comma 57: 1) nel primo periodo, le parole “al comma 55” sono sostituite dalle parole “ai commi 55, 56, 56-bis e 56-ter” e le parole “rimborsabile né” sono soppresse; 2) nel secondo periodo, le parole “può essere ceduto ovvero” sono soppresse; 3) nel secondo periodo, dopo le parole “n. 241” sono aggiunte le seguenti: “, ovvero può essere ceduto al valore nominale secondo quanto previsto dall’articolo 43-ter del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602.”; 4) dopo il terzo periodo, è aggiunto il seguente: “L’eventuale credito che residua dopo aver effettuato le compensazioni di cui al secondo periodo del presente comma è rimborsabile.”; 5) l’ultimo periodo è soppresso. d) nel comma 58 dopo le parole “modalità di attuazione” sono aggiunte le parole “dei commi 55, 56, 56-bis, 56-ter e 57”. 15
16.Titolo III - Consolidamento dei conti pubblici Capo I Misure per l’emersione della base imponibile e la trasparenza fiscale Art. 10 Regime premiale per favorire la trasparenza1. Al fine di promuovere la trasparenza e lemersione di base imponibile, a decorrere dal 1° gennaio2013, ai soggetti che svolgono attività artistica o professionale ovvero attività di impresa in formaindividuale o con le forme associative di cui all’articolo 5 del TUIR sono riconosciuti, allecondizioni indicate nel comma 2, i seguenti benefici: a) semplificazione degli adempimenti amministrativi; b) assistenza negli adempimenti amministrativi da parte dellAmministrazione finanziaria; c) accelerazione del rimborso o della compensazione dei crediti IVA; d) per i contribuenti non soggetti al regime di accertamento basato sugli studi di settore, aisensi dell’articolo 10 della legge 8 maggio 1998, n. 146, esclusione dagli accertamenti basati sullepresunzioni semplici di cui allarticolo 39, primo comma, lettera d), secondo periodo, deldecreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, e allarticolo 54, secondocomma, ultimo periodo, del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633; e) riduzione di un anno dei termini di decadenza per l’attività di accertamento previstidall’articolo 43, primo comma, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973,n. 600, e dall’articolo 57, primo comma, del decreto del Presidente della Repubblica 29settembre 1972, n. 633; la disposizione non si applica in caso di violazione che comporta obbligodi denuncia ai sensi dellarticolo 331 del codice di procedura penale per uno dei reati previsti daldecreto legislativo 10 marzo 2000, n. 74.2. I benefici di cui al comma 1 sono riconosciuti a condizione che il contribuente: a) provveda all’invio telematico all’amministrazione finanziaria dei corrispettivi, delle fattureemesse e ricevute e delle risultanze degli acquisti e delle cessioni non soggetti a fattura; b) istituisca un conto corrente dedicato ai movimenti finanziari relativi all’attività artistica,professionale o di impresa esercitata.3. Con provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate, sono individuati i benefici di cui alcomma 1, lettere a), b) e c) con particolare riferimento agli obblighi concernenti l’imposta sulvalore aggiunto e gli adempimenti dei sostituti d’imposta. In particolare, col provvedimento potràessere previsto: a) predisposizione automatica da parte dell’Agenzia delle entrate delle liquidazioni periodiche IVA, dei modelli di versamento e della dichiarazione IVA, eventualmente previo invio telematico da parte del contribuente di ulteriori informazioni necessarie; b) predisposizione automatica da parte dell’Agenzia delle entrate del modello 770 semplificato, del modello CUD e dei modelli di versamento periodico delle ritenute, nonché gestione degli esiti dell’assistenza fiscale, eventualmente previo invio telematico da parte del sostituto o del contribuente delle ulteriori informazioni necessarie; c) soppressione dell’obbligo di certificazione dei corrispettivi mediante scontrino o ricevuta fiscale; d) anticipazione del termine di compensazione del credito IVA, abolizione del visto di conformità per compensazioni superiori a 15.000 euro ed esonero dalla prestazione della garanzia per i rimborsi IVA. 16
17.4. Ai soggetti di cui al comma 1, che non sono in regime di contabilità ordinaria e che rispettano lecondizioni di cui al comma 2, lettera a) e b), sono riconosciuti altresì i seguenti benefici: a) determinazione del reddito IRPEF secondo il criterio di cassa e predisposizione in forma automatica da parte dell’Agenzia delle entrate delle dichiarazioni IRPEF ed IRAP; b) esonero dalla tenuta delle scritture contabili rilevanti ai fini delle imposte sui redditi e dell’IRAP e dalla tenuta del registro dei beni ammortizzabili; c) esonero dalle liquidazioni, dai versamenti periodici e dal versamento dell’acconto ai fini IVA.5. Con uno o più provvedimenti del Direttore dell’Agenzia delle entrate, da emanare entro 180giorni dall’entrata in vigore del presente decreto, sono dettate le relative disposizioni di attuazione.6. Le disposizioni di cui ai commi precedenti operano previa opzione da esercitare nelladichiarazione dei redditi presentata nel periodo d’imposta precedente a quello di applicazione dellemedesime.7. Il contribuente può adempiere agli obblighi previsti dal comma 2 o direttamente o per il tramitedi un intermediario abilitato ai sensi dell’articolo 3, comma 3, del decreto del Presidente dellaRepubblica. 22 luglio 1998, n. 322.8. I soggetti che non adempiono agli obblighi di cui al precedente comma 2 nonché a quelli di cui aldecreto legislativo n. 231 del 2007 perdono il diritto di avvalersi dei benefici previsti dai commiprecedenti e sono soggetti all’applicazione di una sanzione amministrativa da euro 1.500 a euro4.000. I soggetti che adempiono agli obblighi di cui al comma 2, lettera a) con un ritardo nonsuperiore a 90 giorni non decadono dai benefici medesimi, ferma restando l’applicazione dellasanzione di cui al primo periodo, per la quale è possibile avvalersi dell’istituto del ravvedimentooperoso di cui all’articolo 13 del decreto legislativo. 18 dicembre 1997, n. 472.9. Nei confronti dei contribuenti soggetti al regime di accertamento basato sugli studi di settore, aisensi dell’articolo 10, della legge 8 maggio 1998, n. 146, che dichiarano, anche per effettodelladeguamento, ricavi o compensi pari o superiori a quelli risultanti dellapplicazione degli studimedesimi: a) sono preclusi gli accertamenti basati sulle presunzioni semplici di cui all’articolo 39,primocomma, lettera d), secondo periodo, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973,n. 600, e allarticolo 54, secondo comma, ultimo periodo, del decreto del Presidente dellaRepubblica 26 ottobre 1972, n. 633; b) sono ridotti di un anno i termini di decadenza per l’attività di accertamento previstidall’articolo 43, primo comma, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n.600, e dall’articolo 57, primo comma, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre1972, n. 633; la disposizione non si applica in caso di violazione che comporta obbligo di denunciaai sensi dellarticolo 331 del codice di procedura penale per uno dei reati previsti dal decretolegislativo 10 marzo 2000, n. 74; c) la determinazione sintetica del reddito complessivo di cui all’articolo 38 del decreto delPresidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, è ammessa a condizione che il redditocomplessivo accertabile ecceda di almeno un terzo quello dichiarato.10. La disposizione di cui al comma 9 si applica a condizione che: a) il contribuente abbia regolarmente assolto gli obblighi di comunicazione dei dati rilevanti aifini dellapplicazione degli studi di settore, indicando fedelmente tutti i dati previsti; b) sulla base dei dati di cui alla precedente lettera a), la posizione del contribuente risulticoerente con gli specifici indicatori previsti dai decreti di approvazione dello studio di settore odegli studi di settore applicabili. 17
18.11. Con riguardo ai contribuenti soggetti al regime di accertamento basato sugli studi di settore, aisensi dell’articolo 10 della legge 8 maggio 1998, n. 146, per i quali non si rende applicabile ladisposizione di cui al comma 9, l’Agenzia delle entrate e la Guardia di Finanza destinano parte dellacapacità operativa alla effettuazione di specifici piani di controllo, articolati su tutto il territorio inmodo proporzionato alla numerosità dei contribuenti interessati e basati su specifiche analisi delrischio di evasione che tengano anche conto delle informazioni presenti nella apposita sezionedell’anagrafe tributaria di cui all’articolo 7, sesto comma, del decreto del Presidente dellaRepubblica 29 settembre 1973, n. 605. Nei confronti dei contribuenti che dichiarano ricavi ocompensi inferiori a quelli risultanti dallapplicazione degli studi di settore e per i quali non ricorrala condizione di cui alla lettera b) del precedente comma 10, i controlli sono svolti prioritariamentecon l’utilizzo dei poteri istruttori di cui ai numeri 6-bis e 7 del primo comma dell’articolo 32 deldecreto del Presidente della Repubblica 26 settembre 1973, n. 600, e ai numeri 6-bis e 7 del secondocomma dell’articolo 51 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633.12. Il comma 4-bis dell’articolo 10 e l’articolo 10-ter della legge 8 maggio 1998, n. 146, sonoabrogati. Con provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate, sentite le associazioni dicategoria, possono essere differenziati i termini di accesso alla disciplina di cui al presente articolotenuto conto del tipo di attività svolta dal contribuente. Con lo stesso provvedimento sono dettate lerelative disposizioni di attuazione.13. Le disposizioni di cui ai precedenti commi 9 e 10 si applicano con riferimento alle dichiarazionirelative all’annualità 2011 ed a quelle successive. Per le attività di accertamento effettuate inrelazione alle annualità antecedenti il 2011 continua ad applicarsi quanto previsto dal previgentecomma 4-bis dell’articolo 10 e dall’articolo 10-ter della legge 8 maggio 1998, n. 146. 18
19.Art. 11 Emersione di base imponibile1. Chiunque, a seguito delle richieste effettuate nell’esercizio dei poteri di cui agli articoli 32 e 33del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, e agli articoli 51 e 52 deldecreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1972, n. 633, esibisce o trasmette atti odocumenti falsi in tutto o in parte ovvero fornisce dati e notizie non rispondenti al vero è punito aisensi dell’articolo 76 del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445.2. A far corso dal 1° gennaio 2012, gli operatori finanziari sono obbligati a comunicareperiodicamente all’anagrafe tributaria le movimentazioni che hanno interessato i rapporti di cuiallarticolo 7, sesto comma, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 605,ed ogni informazione relativa ai predetti rapporti necessaria ai fini dei controlli fiscali, nonchél’importo delle operazioni finanziarie indicate nella predetta disposizione.3. Con provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate, sentite le associazioni di categoriadegli operatori finanziari, sono stabilite le modalità della comunicazione di cui al precedenteperiodo, estendendo l’obbligo di comunicazione anche ad ulteriori informazioni relative ai rapportinecessarie ai fini dei controlli fiscali.4. Oltre che ai fini previsti dallarticolo 7, undicesimo comma, del decreto del Presidente dellaRepubblica 29 settembre 1973, n. 605, le informazioni comunicate ai sensi dell’articolo 7, sestocomma, del predetto decreto e del precedente comma 2 sono utilizzate dallAgenzia delle entrate perla individuazione dei contribuenti a maggior rischio di evasione da sottoporre a controllo.5. All’articolo 2 del decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138, convertito, con modificazioni,dalla legge14 settembre 2011 n. 148, il comma 36-undevicies è abrogato.6. Nell’ambito dello scambio informativo previsto dall’articolo 83, comma 2, del decreto-legge 25giugno 2008, n. 112, convertito dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, l’Istituto Nazionale dellaprevidenza sociale fornisce allAgenzia delle entrate ed alla Guardia di finanza i dati relativi alleposizioni di soggetti destinatari di prestazioni socio-assistenziali affinché vengano considerati ai finidella effettuazione di controlli sulla fedeltà dei redditi dichiarati, basati su specifiche analisi delrischio di evasione.7. All’articolo 7 del decreto-legge 13 maggio 2011, n. 70, convertito, con modificazioni, dalla legge12 luglio 2011, n. 106, sono apportate le seguenti modifiche: a) al comma 1, la lettera a) è sostituita dalla seguente: “ a) esclusi i casi straordinari di controlli per salute, giustizia ed emergenza, il controllo amministrativo in forma d’accesso da parte di qualsiasi autorità competente deve essere oggetto di programmazione da parte degli enti competenti e di coordinamento tra i vari soggetti interessati al fine di evitare duplicazioni e sovrapposizioni nell’attività di controllo. Codificando la prassi, la Guardia di Finanza, negli accessi di propria competenza presso le imprese, opera, per quanto possibile, in borghese;” b) al comma 2, lettera a), i numeri 3) e 4) sono soppressi.8. All’articolo 44 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, sonoapportate le seguenti modifiche: a) al secondo comma le parole “e dei consigli tributari” e le parole “nonché ai relativi consigli tributari” sono soppresse, nel terzo comma le parole “, o il consorzio al quale lo stesso partecipa, ed il consiglio tributario” sono soppresse, la parola “segnalano” è sostituita dalla seguente: “segnala”, e le parole “Ufficio delle imposte dirette” sono sostituite dalle seguenti:“Agenzia delle entrate”; b) al quarto comma, le parole:“, ed il consiglio tributario” sono soppresse, la parola:“comunicano” è sostituita dalla seguente:“comunica”; 19
20.c) all’ottavo comma le parole:“ed il consiglio tributario possono” sono sostituite dalla seguente: “può”; d) al nono comma, secondo periodo, le parole:“e dei consigli tributari” sono soppresse.9. All’articolo 18 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dallalegge 30 luglio 2010, n. 122, i commi 2, 2-bis e 3 sono abrogati.10. L’articolo 1, comma 12-quater del decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138, convertito, conmodificazioni, dalla legge 14 settembre 2011, n. 148, è abrogato. 20
21.Art. 12Riduzione del limite per la tracciabilità dei pagamenti a 1.000 euro e contrasto all’uso del contante1. Le limitazioni all’uso del contante e dei titoli al portatore, di cui all’articolo 49, commi 1, 5, 8, 12e 13, del decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231, sono adeguate all’importo di euro mille:conseguentemente, nel comma 13 del predetto articolo 49, le parole: “30 settembre 2011” sonosostituite dalle seguenti: “31 dicembre 2011”.2. All’articolo 2 del decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138, convertito, con modificazioni, dalla legge14 settembre 2011, n. 148, dopo il comma 4, è aggiunto il seguente: “4-bis. Al fine di favorire la modernizzazione e l’efficienza degli strumenti di pagamento,riducendo i costi finanziari e amministrativi derivanti dalla gestione del denaro contante: a) le operazioni di pagamento delle spese delle pubbliche amministrazioni centrali e locali e deiloro enti sono disposte mediante l’utilizzo di strumenti telematici. E’ fatto obbligo alle PubblicheAmministrazioni di avviare il processo di superamento di sistemi basati sull’uso di supporticartacei; b) i pagamenti di cui alla lettera precedente si effettuano in via ordinaria medianteaccreditamento sui conti correnti bancari o postali dei creditori ovvero con le modalità offerte daiservizi elettronici di pagamento interbancari prescelti dal beneficiario. Gli eventuali pagamenti percassa non possono, comunque, superare l’importo di 500 euro; c) lo stipendio, la pensione, i compensi comunque corrisposti dalla pubblica amministrazionecentrale e locale e dai loro enti, in via continuativa a prestatori d’opera e ogni altro tipo diemolumento a chiunque destinato, di importo superiore a cinquecento euro, debbono essere erogaticon strumenti diversi dal denaro contante ovvero mediante l’utilizzo di strumenti di pagamentoelettronici bancari o postali, ivi comprese le carte di pagamento prepagate. Il limite di importo di cuial periodo precedente può essere modificato con decreto del Ministero dell’economia e dellefinanze; d) per incrementare i livelli di sicurezza fisica e tutelare i soggetti che percepiscono trattamentipensionistici minimi, assegni e pensioni sociali, i rapporti recanti gli accrediti di tali somme sonoesenti in modo assoluto dall’imposta di bollo. Per tali rapporti, alle banche e agli altri intermediarifinanziari è fatto divieto di addebitare alcun costo; e) per consentire ai soggetti di cui alla lettera a) di riscuotere le entrate di propria competenzacon strumenti diversi dal contante, fatte salve le attività di riscossione dei tributi regolate daspecifiche normative, il Ministero dell’economia e delle finanze promuove la stipula di una o piùconvenzioni con gli intermediari finanziari, per il tramite delle associazioni di categoria, affinché isoggetti in questione possano dotarsi di POS (Point of Sale) a condizioni agevolate, che tenganoconto delle economie realizzate dagli intermediari per effetto delle norme introdotte dal presentearticolo. Relativamente ai Comuni, alla stipula della Convenzione provvede l’ANCI. AnalogheConvenzioni possono essere stipulate con le Regioni. Resta in ogni caso ferma la possibilità per gliintermediari di offrire condizioni migliorative di quelle stabilite con le convenzioni.”.3. Il Ministero dell’economia e delle finanze e l’Associazione bancaria italiana definiscono conapposita convenzione, da stipulare entro tre mesi dall’entrata in vigore del presente decreto, lecaratteristiche di un conto corrente di base.4. Le banche sono tenute ad offrire il conto corrente di cui al comma 3.5. La convenzione individua le caratteristiche del conto avendo riguardo ai seguenti criteri: a) inclusione nell’offerta di un numero adeguato di servizi ed operazioni, compresa ladisponibilità di una carta di debito; 21
22.b) struttura dei costi semplice, trasparente, facilmente comparabile; c) livello dei costi coerente con finalità di inclusione finanziaria e conforme a quanto stabilitodalla sezione IV della Raccomandazione della Commissione europea del 18 luglio 2011sull’accessoal conto corrente di base; d) le fasce socialmente svantaggiate di clientela alle quali il conto corrente è offerto senza spese.6. Il rapporto di conto corrente individuato ai sensi del comma 3 è esente dall’imposta di bollo neicasi di cui al comma 5, lettera d).7. Se la convenzione prevista dal comma 3 non è stipulata entro tre mesi dall’entrata in vigore delpresente decreto, le caratteristiche del conto corrente sono individuate con decreto del Ministrodell’economia e delle finanze, sentita la Banca d’Italia.8. Rimane ferma l’applicazione di quanto previsto per i contratti di conto corrente ai sensi del TitoloVI del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385.9. L’Associazione Bancaria Italiana e le associazioni delle imprese rappresentative a livellonazionale definiscono, entro tre mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto, le regolegenerali per assicurare una equilibrata riduzione delle commissioni a carico dei beneficiari delletransazioni effettuate mediante carte di pagamento.10. Entro i sei mesi successivi il Ministero delle sviluppo economico, di concerto con il Ministerodell’economia e delle finanze, verifica l’efficacia delle misure definite dalle rappresentanze diimpresa. In caso di esito positivo, a decorrere dal primo giorno del mese successivo, le regole cosìdefinite si applicano anche alle transazioni di cui al comma 7 dell’articolo 34 della legge 12novembre 2011, n. 183.11. Allarticolo 51, comma 1, del decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231, sono aggiunte, infine, le seguenti parole: "e per la immediata comunicazione della infrazione anche alla Agenziadelle entrate che attiva i conseguenti controlli di natura fiscale”. 22
23.Capo II Disposizioni in materia di maggiori entrate Art. 13 Anticipazione sperimentale dell’imposta municipale propria1. Listituzione dell’imposta municipale propria è anticipata, in via sperimentale, a decorreredall’anno 2012, ed è applicata in tutti i comuni del territorio nazionale fino al 2014 in base agliarticoli 8 e 9 del decreto legislativo 14 marzo 2011, n. 23, in quanto compatibili, ed alle disposizioniche seguono. Conseguentemente l’applicazione a regime dell’imposta municipale propria è fissataal 2015.2. L’imposta municipale propria ha per presupposto il possesso di immobili di cui all’articolo 2 deldecreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 504, ivi compresa l’abitazione principale e le pertinenzedella stessa. Per abitazione principale si intende limmobile, iscritto o iscrivibile nel catasto ediliziourbano come unica unità immobiliare, nel quale il possessore dimora abitualmente e risiedeanagraficamente. Per pertinenze dell’abitazione principale si intendono esclusivamente quelleclassificate nelle categorie catastali C/2, C/6 e C/7, nella misura massima di ununità pertinenzialeper ciascuna delle categorie catastali indicate, anche se iscritte in catasto unitamente allunità ad usoabitativo.3. La base imponibile dellimposta municipale propria è costituita dal valore dellimmobiledeterminato ai sensi dellarticolo 5, commi 1, 3, 5 e 6 del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n.504, e dei commi 4 e 5 del presente articolo.4. Per i fabbricati iscritti in catasto, il valore è costituito da quello ottenuto applicandoallammontare delle rendite risultanti in catasto, vigenti al 1° gennaio dellanno di imposizione,rivalutate del 5 per cento ai sensi dell’articolo 3, comma 48, della legge 23 dicembre 1996, n. 662, iseguenti moltiplicatori: a. 160 per i fabbricati classificati nel gruppo catastale A e nelle categorie catastali C/2, C/6 eC/7, con esclusione della categoria catastale A/10; b. 140 per i fabbricati classificati nel gruppo catastale B e nelle categorie catastali C/3, C/4 eC/5; c. 80 per i fabbricati classificati nella categoria catastale A/10; d. 60 per i fabbricati classificati nel gruppo catastale D; e. 55 per i fabbricati classificati nella categoria catastale C/1.5. Per i terreni agricoli, il valore è costituito da quello ottenuto applicando allammontare del redditodominicale risultante in catasto, vigente al 1° gennaio dellanno di imposizione, rivalutato del 25 percento ai sensi dell’articolo 3, comma 51, della legge 23 dicembre 1996, n. 662, un moltiplicatorepari a 120.6. Laliquota di base dell’imposta è pari allo 0,76 per cento. I comuni con deliberazione delconsiglio comunale, adottata ai sensi dell’articolo 52 del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n.446, possono modificare, in aumento o in diminuzione, l’aliquota di base sino a 0,3 puntipercentuali.7. L’aliquota è ridotta allo 0,4 per cento per l’abitazione principale e per le relative pertinenze. Icomuni possono modificare, in aumento o in diminuzione, la suddetta aliquota sino a 0,2 puntipercentuali.8. L’aliquota è ridotta allo 0,2 per cento per i fabbricati rurali ad uso strumentale di cui all’articolo9, comma 3-bis, del decreto-legge 30 dicembre 1993, n. 557, convertito, con modificazioni, dallalegge 26 febbraio 1994, n. 133. I comuni possono ridurre la suddetta aliquota fino allo 0,1 per cento. 23
24.9. I comuni possono ridurre l’aliquota di base fino allo 0,4 per cento nel caso di immobili nonproduttivi di reddito fondiario ai sensi dellarticolo 43 del testo unico di cui al decreto del Presidentedella Repubblica n. 917 del 1986, ovvero nel caso di immobili posseduti dai soggetti passividellimposta sul reddito delle società, ovvero nel caso di immobili locati.10. Dall’imposta dovuta per lunità immobiliare adibita ad abitazione principale del soggettopassivo e per le relative pertinenze, si detraggono, fino a concorrenza del suo ammontare, euro 200rapportate al periodo dellanno durante il quale si protrae tale destinazione; se lunità immobiliare èadibita ad abitazione principale da più soggetti passivi, la detrazione spetta a ciascuno di essiproporzionalmente alla quota per la quale la destinazione medesima si verifica. I comuni possonostabilire che limporto di euro 200 può essere elevato, fino a concorrenza dell’imposta dovuta, nelrispetto dellequilibrio di bilancio. In tal caso il comune che ha adottato detta deliberazione non puòstabilire un’aliquota superiore a quella ordinaria per le unità immobiliari tenute a disposizione. Lasuddetta detrazione si applica alle unità immobiliari di cui all’articolo 8, comma 4, del decretolegislativo 30 dicembre 1992, n. 504. L’aliquota ridotta per l’abitazione principale e per le relativepertinenze e la detrazione si applica
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